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sabato 15 dicembre 2018
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News

Un mix di fattori di crescita potenzia la capacità angiogenica di cellule mononucleate cordonali

L’esito del trapianto di cellule staminali è inficiato sia dall’attecchimento che dal numero di cellule infuse. In questa ricerca sperimentale, cellule mononucleate da sangue del cordone ombelicale umano (hCB-MNCs), a seguito di coltura in vitro in un medium contenente un mix di fattori di crescita (EGF, FGF, Flt-3L, IGF-1, e TPO), hanno mostrato un miglioramento nella capacità di proliferare. Tale metodica di coltura si è dimostrata inoltre efficace sia nel favorire la differenziazione delle hCB-MNCs in cellule simil-progenitrici sia nell’indurre una maggior  produzione, rispetto alle hCB-MNCs di controllo (ossia non trattate) di fattori anti-apoptotici angiogenici ed arteriogenici. La somministrazione di hCB-MNCs, coltivate come precedentemente descritto, in un modello animale di ischemia agli arti posteriori ha determinato un miglioramento dell’ischemia favorendo il rilascio, nelle aree tissutali danneggiate, di fattori angiogenici, evitando, conseguentemente, la perdita degli arti.

Fonte: Journal of molecular and cellular cardiology

L’esito del trapianto di cellule staminali è inficiato sia dall’attecchimento che dal numero di cellule infuse. In questa ricerca sperimentale, cellule mononucleate da sangue del cordone ombelicale umano (hCB-MNCs), a seguito di coltura in vitro in un medium contenente un mix di fattori di crescita (EGF, FGF, Flt-3L, IGF-1, e TPO), hanno mostrato un miglioramento nella capacità di proliferare. Tale metodica di coltura si è dimostrata inoltre efficace sia nel favorire la differenziazione delle hCB-MNCs in cellule simil-progenitrici sia nell’indurre una maggior  produzione, rispetto alle hCB-MNCs di controllo (ossia non trattate) di fattori anti-apoptotici angiogenici ed arteriogenici. La somministrazione di hCB-MNCs, coltivate come precedentemente descritto, in un modello animale di ischemia agli arti posteriori ha determinato un miglioramento dell’ischemia favorendo il rilascio, nelle aree tissutali danneggiate, di fattori angiogenici, evitando, conseguentemente, la perdita degli arti.

Fonte: Journal of molecular and cellular cardiology

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