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martedì 17 settembre 2019
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News

Somministrazione di G-CSF in combinazione con il trapianto di cellule staminali nell'ictus

Tra le terapie per l'ictus recentemente studiate, il trattamento con cellule staminali rappresenta una grande promessa in virtù della loro potenziale capacità di sostituire le cellule perse, promuovere la neurogenesi endogena, e produrre un miglioramento comportamentale e funzionale attraverso diversi effetti. Portare il trattamento con cellule staminali in clinica, tuttavia, presenta una serie di difficoltà tecniche.

Tra le terapie per l'ictus recentemente studiate, il trattamento con cellule staminali rappresenta una grande promessa in virtù della loro potenziale capacità di sostituire le cellule perse, promuovere la neurogenesi endogena, e produrre un miglioramento comportamentale e funzionale attraverso diversi effetti. Portare il trattamento con cellule staminali in clinica, tuttavia, presenta una serie di difficoltà tecniche.

Una strategia per aumentare l'utilità terapeutica delle staminali è una terapia in combinazione, vale a dire, co-trapianto di cellule staminali e trattamento adiuvante con agenti farmacologici e substrati, che si presume avere più benefici terapeutici. Effetti positivi sono stati ottenuti in un co-trattamento con G-CSF e cellule staminali del sangue del cordone ombelicale umano (hUCB) in modelli animali affetti da lesione cerebrale traumatica (TBI). Probabilmente, il trattamento con G-CSF può ridurre l'espressione di citochine pro-infiammatorie e migliorare la neurogenesi, producendo un microambiente ricettivo per l'attecchimento delle hUCB. Il trattamento potrebbe facilitare il mantenimento della staminalità al fine di orientare le cellule a differenziarsi verso un lineage neurale. Inoltre, i meccanismi rigenerativi offerti da G-CSF potrebbero mobilitare le cellule staminali endogene, stimolare la secrezione di altri fattori di crescita fino a produrre complessivamente un miglioramento funzionale più marcato nei ratti sottoposti alla terapia combinata. Tuttavia, ulteriori studi sono necessari per determinare la sicurezza e l'efficacia di questo tipo di intervento in studi preclinici e clinici di ictus.

Fonte: 10.1007/s12975-015-0430-x
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