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martedì 26 marzo 2019
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Isolamento di cellule progenitrici endoteliali e applicazione terapeutica

Cellule progenitrici endoteliali (EPC) possono essere isolate dal midollo osseo umano o dal sangue periferico e contribuiscono alla neovascolarizzazione. Gli aptameri sono piccoli nucleotidi che si legano a una specifica molecola target, come fanno gli anticorpi. Per utilizzare degli aptameri nell’isolamento di EPC, Jung Won Yoon e colleghi, hanno generato con successo aptameri che riconoscono CD31 umano, un marker delle cellule endoteliali.

Cellule progenitrici endoteliali (EPC) possono essere isolate dal midollo osseo umano o dal sangue periferico e contribuiscono alla neovascolarizzazione. Gli aptameri sono piccoli nucleotidi che si legano a una specifica molecola target, come fanno gli anticorpi. Per utilizzare degli aptameri nell’isolamento di EPC, Jung Won Yoon e colleghi, hanno generato con successo aptameri che riconoscono CD31 umano, un marker delle cellule endoteliali.

Aptameri CD31 riconoscono EPC derivate ​​dal sangue del cordone ombelicale umano e hanno mostrato un'interazione specifica con CD31 umano, ma non con CD31di topo. 

Tuttavia, aptameri CD31 ha dimostrato interazione non specifica con cellule CD31-negative 293FT e interazioni aspecifiche polianioniche, senza però compromettere la vitalità cellulare.
In una miscela di cellule EPC e 293FT, gli aptameri per CD31 hanno isolato con successo le cellule con il 97,6% di purezza e il 94,2% di rendimento (dati paragonabili a quelli ottenuti dall’isolamento con anticorpi). Inoltre, EPC possono essere disaccoppiate dagli aptameri con un breve trattamento di alta concentrazione di destrano solfato. EPC isolate con aptameri CD31 e successivamente disaccoppiate sono risultate funzionale e hanno migliorato il ripristino del flusso sanguigno quando trapiantate in un modello murino di ischemia degli arti posteriori. 

In questo studio, è stato dimostrato l’isolamento di EPC senza materiali estranei, protocollo che potrebbe essere utilizzate in preparazione delle cellule per il trapianto terapeutico.

Fonte: DOI: 10.1371 / journal.pone.0131785

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