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sabato 15 dicembre 2018
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Trapianto di staminali allogeniche in adulti con LAL

L’utilizzo del protocollo pediatrico GRAALL ha prodotto un risultato nettamente migliore nel trattamento degli adulti affetti da leucemia linfoblastica acuta (LAL) cromosoma Philadelphia (Ph) –negative. 
Data tale osservazione il gruppo di Nathalie Dhédin ha voluto rivalutare il ruolo del trapianto allogenico di cellule staminali (SCT) in pazienti trattati con GRAALL- in trials clinici del 2003/2005.

L’utilizzo del protocollo pediatrico GRAALL ha prodotto un risultato nettamente migliore nel trattamento degli adulti affetti da leucemia linfoblastica acuta (LAL) cromosoma Philadelphia (Ph) –negative. 
Data tale osservazione il gruppo di Nathalie Dhédin ha voluto rivalutare il ruolo del trapianto allogenico di cellule staminali (SCT) in pazienti trattati con GRAALL- in trials clinici del 2003/2005.

522 pazienti di età compresa tra 15-55 anni e che presentassero almeno un fattore convenzionale di alto rischio, erano stati candidati per SCT in prima linea.
Tra questi, 282 (54%) sono stati effettivamente trapiantati in prima linea.

A 3 anni dal trapianto, l’incidenza cumulativa di recidiva, la mortalità non per recidiva e la sopravvivenza libera da recidiva (RFS) sono stati stimati al 19,5% (95% CI, 15-25), 15,5% (95% CI, 12-20) e 64,7% (95% CI, 59-70), rispettivamente.Le analisi in funzione del tempo non hanno rivelato una differenza significativa nell’indice RFS tra SCT e non-SCT.

Tuttavia, il trapianto di staminali è stato associato ad RFS più lunghi. L’analisi condotta mostra che la scarsa risposta precoce al trapianto e la malattia minima residua, contrariamente ai tradizionali i fattori di rischio di LAL, sono ottimi strumenti per identificare i pazienti che possono beneficiare di SCT allogenico. 


Fonte: Blood. DOI http://dx.doi.org/10.1182/blood-2014-09-599894


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