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martedì 17 settembre 2019
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Sangue cordonale e staminali derivate: nuove terapie per la cardiomiopatia dilatativa idiopatica?

La cardiomiopatia dilatativa è l'eziologia più frequente di scompenso cardiaco non ischemico. Nella maggior parte dei casi, il meccanismo causale è sconosciuto, per tanto viene diagnosticata con il termine cardiomiopatia dilatativa  idiopatica (IDCM). Le principali alterazioni patologiche includono la fibrosi interstiziale a chiazze, degenerazione dei cardiomiociti e dilatazione delle camere cardiache; recenti evidenze suggeriscono che la progressione della malattia può anche portare a disfunzione endoteliale cardiaca. 

La cardiomiopatia dilatativa è l'eziologia più frequente di scompenso cardiaco non ischemico. Nella maggior parte dei casi, il meccanismo causale è sconosciuto, per tanto viene diagnosticata con il termine cardiomiopatia dilatativa  idiopatica (IDCM). Le principali alterazioni patologiche includono la fibrosi interstiziale a chiazze, degenerazione dei cardiomiociti e dilatazione delle camere cardiache; recenti evidenze suggeriscono che la progressione della malattia può anche portare a disfunzione endoteliale cardiaca.
A mano che vengono meglio comprese le basi molecolari della IDCM, nuovi approcci terapeutici, soprattutto di terapia genica e terapia cellulare, sono presi in considerazione per il trattamento. Cellule con potenziale rigenerativo sono state ampiamente testate nelle malattie cardiache di origine ischemica, sia in fasi pre-cliniche che cliniche. Tuttavia è ancora in corso di valutazione, se la terapia cellulare possa avere un valore clinico nei pazienti affetti da IDCM.
Questa review di Santiago Rouraemail, Carolina Gálvez-Montón e Antoni Bayes-Genis è un breve riassunto degli studi di terapia cellulare per il trattamento dell’IDCM, con un focus sui recenti progressi che mettono in risalto il potenziale rivascolarizzante mostrato da cellule staminali mesenchimali derivate dal sangue del cordone ombelicale (UCBMSCs). L’articolo si focalizza anche su come la vascolarizzazione cardiaca sia un regolatore chiave per l’integrità e la funzionalità miocardica, e discute i potenziali meccanismi di come le UCBMSCs riescano a portare ad un miglioramento delle condizioni nella IDCM. Infine, viene dunque concluso che tali cellule possono essere concettualmente nuovi agenti terapeutici per questa malattia umana complessa e sfuggente. 

Fonte: Int J Cardiol. 2014 Oct 2. doi: 10.1016/j.ijcard.2014.09.128.


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