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martedì 25 giugno 2019
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Cellule staminali del cordone e nuove prospettive nella riparazione di danni corneali

La disfunzione endoteliale corneale comporta edema corneale progressivo e conseguente perdita di acuità visiva; ciò spesso comporta la necessità di un trapianto di cornea. La carenza globale di cornee donate limita lo sviluppo nella chirurgia in tale settore. Tecniche bioingegneristiche di ricostruzione dell’endotelio corneale potrebbero risolvere tale problema. Vari scaffold sono stati utilizzati a tale scopo, ma la bassa biocompatibilità e la disgregazione limitano le loro applicazioni.

La disfunzione endoteliale corneale comporta edema corneale progressivo e conseguente perdita di acuità visiva; ciò spesso comporta la necessità di un trapianto di cornea. La carenza globale di cornee donate limita lo sviluppo nella chirurgia in tale settore. Tecniche bioingegneristiche di ricostruzione dell’endotelio corneale potrebbero risolvere tale problema. Vari scaffold sono stati utilizzati a tale scopo, ma la bassa biocompatibilità e la disgregazione limitano le loro applicazioni.
In questo articolo pubblicato dal Prof. Xianqun Fan, è stato proposto un nuovo metodo di trapianto cellulare mirato, senza residenza permanente dei vettori cellulari nell'ospite. Cellule progenitrici endoteliali purificate da sangue del cordone ombelicale umane (UCB EPC) sono state etichettate con l’utilizzo di nanoparticelle immunomagnetiche verso CD34.
L'efficienza di attrazione del magnete è stata valutata in vitro con un semplice dispositivo simulando la camera anteriore. Le EPC UCB etichettate con le nanoparticelle sono state dunque trapiantate nella camera anteriore di conigli tramite attrazione con magnete.
I risultati indicano che l'etichettatura non influenza la proliferazione delle UCB EPC. Lo studio in vitro ha indicato che il magnete è in grado di attrarre in maniera direzionale le EPC UCB etichettate con le nanoparticelle.
Lo studio in vivo ha indicato che i trapianti in cornee di conigli, con EPC UCB etichettate e attratte dal magnete, rendono la cornea relativamente trasparente e con poco edema. Questi risultati indicano che EPC UCB etichettate con nanoparticelle immunomagnetiche CD34 potrebbero essere attratte direzionalmente da un magnete e potrebbero riparare i difetti all'endotelio corneale, fornendo una terapia cellulare promettente per la disfunzione endoteliale corneale.

Fonte: Stem Cells and Development.  doi:10.1089/scd.2014.0255


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