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sabato 17 novembre 2018
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Conversione di Fibroblasti Umani in Cellule Monocitarie

Le tecnologie di riprogrammazione cellulare sono emerse come approccio promettente per il futuro della medicina rigenerativa. Lo studio di Julian Pulecio illustra la messa a punto di una nuova metodologia che consente la conversione dei fibroblasti umani in cellule progenitrici ematopoietiche (HPC) con potenziale di differenziazione in macrofagi.

Le tecnologie di riprogrammazione cellulare sono emerse come approccio promettente per il futuro della medicina rigenerativa. Lo studio di Julian Pulecio illustra la messa a punto di una nuova metodologia che consente la conversione dei fibroblasti umani in cellule progenitrici ematopoietiche (HPC) con potenziale di differenziazione in macrofagi. La sovra-espressione di SOX2 (gene trovato essere up-regolato durante la ricostituzione ematopoietica nel topo) in fibroblasti umani induce una rapida comparsa di cellule CD34+ con una concomitante sovra-regolazione di marcatori mesodermici. Studi di popolazioni di cellule progenitrici ematopoietiche del cordone ombelicale hanno identificato miR-125b come fattore facilitare il commitment delle cellule CD34+, generate con SOX2 sovra-espresso, verso cellule progenitrici ematopoietiche immature. Una successiva differenziazione verso la linea monocitica, si può evidenziare in cellule CD14+ mostranti capacità fagocitaria. Il trapianto in vivo di cellule SOX2/miR-125b-CD34+ ha facilitato la maturazione delle stesse cellule trapiantate verso cellule CD45 + e infine verso il lineage di monociti/macrofagi. Complessivamente, i risultati ottenuti dai ricercatori indicano che le strategie che combinano la conversione del lineage con un ulteriore indirizzamento di specificazione (con approcci in vivo o in vitro), potrebbero contribuire ad aggirare gli ostacoli a lungo termine nella riprogrammazione di cellule ematopoietiche umane in cellule ad alto potenziale clinico. 

Fonte: Stem Cells. 
DOI: 10.1002/stem.1800

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