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sabato 17 novembre 2018
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Migliorato il differenziamento di Staminali Mesenchimali in cellule produttrici di Insulina

Numerosi studi stanno cercando di individuare strategie per il trattamento del diabete mellito aventi il minor numero di effetti di collaterali. La terapia con cellule staminali mesenchimali (MSC) è stata da sempre considerata come una terapia promettente; tuttavia, richiede cellule che siano state trans-differenziate in cellule della linea del pancreas endocrino prima di effettuare il trapianto.

Numerosi studi stanno cercando di individuare strategie per il trattamento del diabete mellito aventi il numero minori effetti di collaterali. La terapia con cellule staminali mesenchimali (MSC) è stata da sempre considerata come una terapia promettente; tuttavia, richiede cellule che siano state trans-differenziate in cellule della linea del pancreas endocrino prima di effettuare il trapianto. Precedenti studi hanno dimostrato che il PDX-1 può facilitare la differenziazione delle MSC in cellule produttrici di insulina (IPC); i metodi utilizzati fino ad oggi si basano su vettori virali o su DNA libero per esprimere PDX-1, e dunque non sono esenti dai rischi associati di mutazione inserzionale e immunogenicità. Pertanto, lo studio del gruppo del prof. Ngoc Kim Phan, mira a stabilire un nuovo metodo per indurre l’espressione di PDX-1 in cellule staminali mesenchimali tramite trasfezione di mRNA. Le MSC sono state isolate dal sangue del cordone ombelicale umano ed espanse in vitro, con staminalità confermata dai marcatori di superficie tipici. Le MSC sono state trasfettate con l’mRNA  di PDX-1 tramite elettroporazione e sono state chimicamente indotte a differenziarsi in IPC (gruppo combinatorio). Questa differenziazione IPC è stata poi confrontata con quello delle cellule non trasfettate ma solamente indotte chimicamente (gruppo induttore) e anche con cellule che non sono state nemmeno indotte (gruppo di controllo). I ricercatori hanno evidenziato che la trasfezione con l’ mRNA PDX-1 mRNA migliora significativamente la differenziazione delle MSC in IPC, con 8,3 ± 2,5% di IPC nel gruppo combinatorio, 3,21 ± 2,11% nel gruppo induttore e 0% nel controllo. Le cellule nel gruppo combinatorio, inoltre, esprimono fortemente numerosi geni correlati alla cellule beta (quali PDX-1, Ngn3, Nkx6.1 e insulina) e potrebbero produrre il peptide C nel citoplasma e insulina nel surnatante, in maniera dipendente dalla concentrazione di glucosio extracellulare . Questi risultati indicano che l’utilizzo dell’mRNA di PDX-1 può offrire un approccio promettente per la produzione IPC più sicure per il trattamento del diabete mellito.

Fonte: Elsevier. DOI: 10.1016/j.diff.2014.08.001

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