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sabato 21 settembre 2019
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News

Staminali cordonali modulano risposta post-infartuale neuronale in maniera sesso-dipendente

L’infarto nello sviluppo cerebrale rappresenta un’importante causa di morbilità neurologica. Nell’articolo di Shilpa Kadam, il gruppo di ricerca determina l’impatto di cellule staminali CD34+ derivate da sangue del cordone ombelicale arricchite di cellule mononucleari (CBSC) iniettate intraperitonealmente. L’impatto è valutato sulla base della proliferazione delle nicchie post infarto cerebrale, sulla risposta gliale e sul recupero in topi CD1 quando iniettate 48 ore dopo l’evento ischemico al 12 giorno post-natale.  La 5-bromo-2'-deossiuridina (BrdU) (50 mg / kg, IP) è stata somministrata 2 ore prima del sacrificio al giorno 21. La percentuale di atrofia cerebrale è stata quantizzata con sezioni e colorazione Nissl. La densità di colorazione di BrdU, Iba-1 and GFAP è stata quantificata nel gir dentato e nell’area sub-ventricolare (SVZ). Sono stati svolti saggi immunoistochimici con anticorpi umani nucleari, mitocondriali e contro CD34+ sia in cervelli ischemici che non e sia in topi che sono stati sottoposti a CBSC e topi controllo. I traguardi neurocomportamentali dello sviluppo sono stati valutati pre- e post- trattamento.

L’infarto nello sviluppo cerebrale rappresenta un’importante causa di morbilità neurologica. Nell’articolo di Shilpa Kadam, il gruppo di ricerca determina l’impatto di cellule staminali CD34+ derivate da sangue del cordone ombelicale arricchite di cellule mononucleari (CBSC) iniettate intraperitonealmente. L’impatto è valutato sulla base della proliferazione delle nicchie post infarto cerebrale, sulla risposta gliale e sul recupero in topi CD1 quando iniettate 48 ore dopo l’evento ischemico al 12 giorno post-natale.  La 5-bromo-2'-deossiuridina (BrdU) (50 mg / kg, IP) è stata somministrata 2 ore prima del sacrificio al giorno 21. La percentuale di atrofia cerebrale è stata quantizzata con sezioni e colorazione Nissl. La densità di colorazione di BrdU, Iba-1 and GFAP è stata quantificata nel gir dentato e nell’area sub-ventricolare (SVZ). Sono stati svolti saggi immunoistochimici con anticorpi umani nucleari, mitocondriali e contro CD34+ sia in cervelli ischemici che non e sia in topi che sono stati sottoposti a CBSC e topi controllo. I traguardi neurocomportamentali dello sviluppo sono stati valutati pre- e post- trattamento.
Non sono state notate differenze significative nella gravità dell'ictus tra topi sottoposti a CBSC e animali controllo. Con una dose di 1x105 CBSC, c'è stato un indicativo aumento nella proliferazione nella zona subgranulare (SGZ) nei topi CBSC contro topi maschi trattati con il veicolo. L’espressione di GFPA nel SVZ è riscontata aumentata controlateralmente nelle femmine ischemichetrattate con CBSC ma risulta soppressa nei maschi infartuati. Sono state evidenziate correlazioni negative significative tra la gravità della lesione determinata dall’ictus e peso della milza, e tra i pesi della milza e la proliferazione cellulare nel SGZ; nonché è riscontrata anche una correlazione positiva tra espressione di GFAP e la gravità delle lesioni cerebrali. Tali correlazioni sono state osservate in topi infartuati trattati con veicolo ma non nei topi che hanno subito CBSC. L’espressione di GFAP e la proliferazione in SVZ sono state correlate tra loro positivamente. In conclusione, la proliferazione delle nicchie neurogene e le risposte cerebrali gliali al trattamento con CBSC dopo ictus neonatale possono coinvolgere la milza e sono sesso-dipendente.


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