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sabato 21 settembre 2019
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Cellule staminali in modelli murini di corea di Huntington

Nel recente articolo pubblicato su PLoS One dal gruppo di ricerca di Zhang e colleghi della Shenzhen University in Cina si cerca di determinare il recupero funzionale delle cellule staminali pluripotenti indotte trapiantate in ratti come modello animale della patologia di Huntington. L’acido quinolinico induce degenerazione dello striato provocando al modello animale una situazione affine a quella nei pazienti di Huntington. Staminali pluripotenti indotte sono trapiantate nel ventricolo ipsilaterale dopo dieci giorni dalla somministrazione dell’acido quinolinico. La risposta al trattamento con le staminali è stata valutata dal gruppo usando la tecnica di imaging 8F-FDG microPET/CT e il test di apprendimento motorio di Morris Maze.

Nel recente articolo pubblicato su PLoS One dal gruppo di ricerca di Zhang e colleghi della Shenzhen University in Cina si cerca di determinare il recupero funzionale delle cellule staminali pluripotenti indotte trapiantate in ratti come modello animale della patologia di Huntington. L’acido quinolinico induce degenerazione dello striato provocando al modello animale una situazione affine a quella nei pazienti di Huntington. Staminali pluripotenti indotte sono trapiantate nel ventricolo ipsilaterale dopo dieci giorni dalla somministrazione dell’acido quinolinico. La risposta al trattamento con le staminali è stata valutata dal gruppo usando la tecnica di imaging 8F-FDG microPET/CT e il test di apprendimento motorio di Morris Maze. Inoltre sono state condotte analisi istologiche e Western blot dopo sei settimane a seguito del trapianto. Dopo il trapianto si osservano livelli più alti di 18F-FDG nello striato danneggiato rispetto ai non trattati, e ciò suggerisce un recupero metabolico della parte lesionata. Anche l’atrofia striatale risulta migliorata. Il trapianto incrementa le capacità di apprendimento e memoria nei ratto a sei settimane dopo il trapianto rispetto a quelli nel gruppo di controllo. Le analisi immunoistochimiche dimostrano che le cellule staminali trapiantate sopravvivono e migrano all’intero dell’area lesionata nello striato e la maggior parte di queste esprime proteine e marker di neuroni e glia. Dai risultati ottenuti dal gruppo di ricerca si conclude che iPSc sopravvivono, differenziano in neuroni e così incrementano la funzione dello striato danneggiato e il metabolismo di questa area dopo essere state trapiantate in modelli murini di Huntington.


Fonte: PLoS One
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