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        <title>Conservazione cellule staminali - News</title>
        <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News.aspx</link>
        <description>News - RSS Feed</description>
        <language>it-IT</language>
         <pubDate>Wed, 22 May 2013 19:44:19 GMT</pubDate>


        <item>
            <title>Infusione di sangue cordonale e eritropoietina in bambini affetti da paralisi cerebrale</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il trapianto allogenico di sangue cordonale ha un potenziale terapeutico per il trattamento della paralisi cerebrale. In questo studio clinico, in virt&amp;ugrave; dell&#39;effetto neurotrofico esercitato dall&#39;eritropoietina (EPO), &amp;egrave; stata valutata la sicurezza e l&#39;efficacia del trapianto allogenico di sangue cordonale e EPO in 31 bambini affetti da paralisi cerebrale. I risultati ottenuti hanno evidenziato, a 6 mesi dal trattamento, un miglioramento significativo delle capacit&amp;agrave; motorie e cognitive nei bambini sottoposti a trapianto di sangue cordonale e EPO rispetto ai bambini che avevano ricevuto EPO e placebo o solo placebo.&lt;/p&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23281216&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Stem Cells&lt;/a&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/132/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 27 Mar 2013 18:42:21 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>L'inibizione della DPP-4 migliora l'attecchimento del trapianto di sangue cordonale</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;attecchimento del trapianto di sangue cordonale pu&amp;ograve; essere negativamente influenzato da uno scarso numero di cellule trapiantate. Evidenze sperimentali in modelli murini hanno dimostrato che l&#39;inibizione dell&#39;enzima dipeptidil-peptidasi-4 (DPP-4) &amp;egrave; in grado di migliorare l&#39;attecchimento del trapianto. In questo studio clinico, &amp;egrave; stato quindi verificato se l&#39;inibizione sistemica di tale enzima tramite sitagliptina &amp;egrave; in grado di aumentare l&#39;attecchimento del trapianto di sangue cordonale in pazienti adulti affetti da neoplasie ematologiche. I risultati ottenuti hanno mostrato non solo che l&#39;inibizione della DPP-4 &amp;egrave; stata ben tollerata dai pazienti, ma anche che pu&amp;ograve; migliorare l&#39;attecchimento. Come riportato dai ricercatori, un&#39;ottimizzazione dei dosaggi di sitagliptina pu&amp;ograve; ulteriormente migliorare i risultati clinici.&lt;/p&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23270493&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Stem Cells and Development&lt;/a&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/130/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 27 Mar 2013 18:02:41 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Esiti del doppio trapianto di sangue cordonale in pazienti affetti da patologie oncoematologiche</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio clinico prospettico multicentrico, sono stati analizzati gli esiti derivanti dal trapianto di 2 unit&amp;agrave; di sangue cordonale in 61 pazienti affetti da neoplasie ematologiche precedentemente sottoposti a mieloablazione. I risultati ottenuti suggeriscono che il doppio trapianto di sangue cordonale &amp;egrave; una valida alternativa per pazienti affetti da patologie oncoematologiche che non hanno a disposizione un donatore compatibile o che non raggiungono un adeguato attecchimento del trapianto a seguito di infusione di una singola unit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23416856&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Biology of blood and marrow transplantation&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/129/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 27 Mar 2013 17:58:28 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Esiti clinici dell'infusione di progenitori megacariocitari ottenuti da sangue cordonale</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La scarsit&amp;agrave; di piastrine &amp;egrave; un importante problema medico. La produzione &lt;em&gt;in vitro &lt;/em&gt;di progenitori megacariocitari (MPs) da &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sangue del cordone ombelicale&lt;/a&gt; potrebbe rappresentare una possibile via per l&#39;ottenimento di sostituti piastrinici. In questo studio clinico &amp;egrave; stata verificata la sicurezza e l&#39;efficacia dell&#39;infusione di MPs generati ed espansi ex vivo da sangue cordonale in pazienti affetti da neoplasie ematologiche. A seguito del trapianto nessuno dei pazienti ha mostrato reazioni avverse correlate al trapianto. Ad 1 anno dal trattamento, non &amp;egrave; stata osservata in alcun paziente la cosiddetta &quot;malattia del trapianto contro l&#39;ospite&quot; n&amp;eacute; in forma cronica n&amp;eacute; in forma acuta, anche in assenza di compatibilit&amp;agrave; ABO e di match HLA. Questi incoraggianti risultati suggeriscono, come indicato dai ricercatori, che l&#39;infusione di MPs ottenuti da sangue cordonale risulta essere sicura e efficace per il trattamento della trombocitopenia.&lt;/p&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/ctl/Edit/mid/441/Infusion%20of%20Megakaryocytic%20Progenitor%20Products%20Generated%20from%20Cord%20Blood%20Hematopoietic%20Stem/Progenitor%20Cells:%20Results%20of%20the%20Phase%201%20Study&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Plos One&lt;/a&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/127/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 27 Mar 2013 17:44:28 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Influenza della compatibilità ABO sul rischio di sviluppo di GvHD dopo trapianto di sangue cordonale</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La malattia del trapianto contro l&#39;ospite (GvHD) in forma acuta o cronica &amp;egrave; una delle principali cause di mortalit&amp;agrave; associate a trapianto. La compatibilit&amp;agrave; ABO &amp;egrave; stata spesso indicata come un possibile fattore di rischio per la comparsa di GvHD ma, tuttavia, i dati relativi al trapianto di sangue cordonale e compatibilit&amp;agrave; ABO sono pochi. In considerazione dell&#39;immaturit&amp;agrave; immunologica dei linfociti presenti nel sangue cordonale (condizione che li rende meno proni nel promuovere GvHD), in questo studio clinico &amp;egrave; stata verificata l&#39;influenza dell&#39;incompatibilit&amp;agrave; ABO nell&#39;indurre GvHD (acuta e cronica) in pazienti sottoposti ad infusione di 1 o di 2 unit&amp;agrave; di sangue cordonale. I risultati ottenuti indicano che tale incompatibilit&amp;agrave; non ha alcun impatto sull&#39;eventuale sviluppo di GvHD (in entrambe le forme).&lt;/p&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23419434&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Biology of blood and marrow transplantation&lt;/a&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/131/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 27 Mar 2013 18:41:00 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule T da sangue cordonale inducono effetti positivi di lunga durata nell'ippocampo di ratti </title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La neurogenesi &amp;egrave; un processo che se da un lato si protrae per tutta la vita, significativamente diminuisce di intensit&amp;agrave; con l&#39;avanzare dell&#39;et&amp;agrave;. Le cellule mononucleate presenti nel sangue cordonale (CB-MNCs) si sono dimostrate in grado di aumentare la proliferazione di cellule staminali neuronali sia nel giro dentato dell&#39;ippocampo che nella zona subgranulare di ratti in et&amp;agrave; avanzata. In questo studio sperimentale, cellule T derivanti da sangue cordonale si sono dimostrate capaci non solo di promuovere &lt;em&gt;in vitro &lt;/em&gt;la proliferazione di staminali neuronali di ratto, ma anche di aumentarne la sopravvivenza. Quando infuse in ratti anziani, cellule cordonali CD4&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt; hanno sia aumentato la proliferazione delle staminali neurali murine, sia&amp;nbsp; determinato un aumento di densit&amp;agrave; delle spine dendritiche. Complessivamente, i risultati sperimentali indicano un forte potenziale delle cellule T del sangue cordonale nel promuovere la neurogenesi durante l&#39;invecchiamento.&lt;/p&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23263793&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Age (Dordr)&lt;/a&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/122/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 27 Mar 2013 17:33:51 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Attenuazione sindrome ematopoietica tramite cellule staminali mesenchimali da cordone ombelicali</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sperimentale &amp;egrave; stata verificata la capacit&amp;agrave; delle &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali mesenchimali&lt;/a&gt; da cordone ombelicale di promuovere la ricostituzione ematopoietica. In particolare tale effetto &amp;egrave; stato valutato comparando gli esiti derivanti dall&#39;infusione di staminali cordonali mesenchimali con quelli derivanti dalla somministrazione di fattore stimolante la crescita di colonie di granulociti (G-CSF), in topi precedentemente sottoposti a irradiazione corporea totale (a dosaggi subletali). Analisi ematologiche hanno evidenziato un significativo aumento del numero di leucociti periferici negli animali trattati con staminali. Ulteriori analisi hanno mostrato che il trattamento con staminali cordonali promuove la rigenerazione di globuli bianchi, linfociti e monociti. In aggiunta, il trapianto di staminali cordonali ha modulato in maniera significativa i livelli plasmatici delle citochine Flt-3L e TGF-&amp;beta;1, mentre nei topi trattati con G-CSF non era stata osservata una riduzione di tali citochine. Come suggerito dai ricercatori, il trapianto di staminali cordonali risulta essere migliore rispetto al trattamento con G-CSF nell&#39;indurre una ricostituzione ematopoietica a seguito di irradiazione corporea totale.&lt;/p&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23263503&quot;&gt;Transplantation&lt;/a&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/123/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 27 Mar 2013 17:33:12 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule staminali mesenchimali prevengono idrocefalo dopo emorragia intraventricolare severa</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;emorragia intraventricolare severa (IVH) nei bambini prematuri e il conseguente idrocefalo, &amp;egrave; una causa significativa sia di mortalit&amp;agrave; che di disabilit&amp;agrave; neurologiche. Ad oggi non sono disponibili terapie efficaci per tale patologia. In questo studio sperimentale l&#39;infusione intraventricolare di cellule staminali mesenchimali ottenute da sangue cordonale umano in un modello murino di IVH, si &amp;egrave; dimostrata in grado non solo di prevenire l&#39;idrocefalo conseguente all&#39;emorragia ma anche di attenuare in maniera significativa i danni cerebrali causati dall&#39;IVH. Come riportato dai ricercatori, l&#39;effetto neuroprotettivo risulta essere conseguente ad un effetto anti infiammatorio esercitato dalle staminali mesenchimali del cordone ombelicale.&lt;/p&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23287782&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Stroke&lt;/a&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/124/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 27 Mar 2013 17:35:17 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Vitalità di  cellule mononucleate da sangue cordonale fino a 96 ore dopo la raccolta</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il sangue del cordone ombelicale &amp;egrave; una importante fonte di cellule staminali utilizzabili nel corso di trapianti. In questo studio &amp;egrave; stata valutata la vitalit&amp;agrave; di diverse sottopopolazioni di cellule staminali fino a 96 ore dopo la raccolta. In particolare, nel corso delle analisi sono stati verificati l&#39;effetto della riduzione di volume, la concentrazione delle cellule CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;, dei precursori dei linfociti B e T, la concentrazione dei granulociti e dei monociti e la concentrazione delle cellule staminali mesenchimali. I risultati ottenuti hanno evidenziato che tutti i sottotipi cellulari presi in esame sono rimasti vitali sino a 96 ore dalla raccolta dimostrando, conseguentemente, che la manipolazione del sangue cordonale non riduce la vitalit&amp;agrave; delle cellule. In aggiunta, sebbene a 96 ore dalla raccolta sia stata rilevata una riduzione nella concentrazione di alcuni sottotipi cellulari (ad esempio linfociti B maturi), &amp;egrave; importante sottolineare il mantenimento della funzionalit&amp;agrave; delle staminali. In conclusione i risultati dimostrano che le unit&amp;agrave; di sangue cordonali possono essere processate fino a 96 ore dopo la raccolta.&lt;/p&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23320473&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Transfusion&lt;/a&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/125/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 27 Mar 2013 17:37:43 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Esiti trapianto di sangue cordonale in pazienti pediatrici affetti da leucodistrofia metacromatica</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le leucodistrofia metacromatica &amp;egrave; una patologia demielinizzante ereditaria che, provocando una progressiva compromissione neurologica, determina gravi disabilit&amp;agrave; motorie, regressione dello sviluppo, convulsioni, cecit&amp;agrave;, sordit&amp;agrave; e morte. Questa malattia si manifesta in 3 forme ovvero: tardiva, giovanile a adulta. L&#39;infusione di cellule staminali ematopoietiche si &amp;egrave; dimostrata in grado di rallentare la progressione della malattia. In questo studio clinico longitudinale sono stati valutati gli esiti clinici a lungo termine derivanti dal trapianto allogenico da donatore non famigliare di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;sangue cordonale&lt;/a&gt; in pazienti pediatrici. Se da un lato il trapianto non ha determinato miglioramenti nei pazienti che al momento dell&#39;infusione gi&amp;agrave; presentavano una compromissione motoria, dall&#39;altro ha portato a un mantenimento o miglioramento delle capacit&amp;agrave; cognitive nei pazienti colpiti dalla forma giovanile della patologia. In aggiunta, nei bambini che erano asintomatici al momento del trattamento, il trapianto ha dato luogo a esiti clinici migliori rispetto agli altri gruppi di pazienti. Complessivamente, il trapianto di sangue cordonale risulta essere di beneficio sia per pazienti presintomatici affetti dalla forma tardiva di leucodistrofia metacromatica, sia per pazienti minimamente sintomatici affetti dalla forma giovanile della patologia.&lt;/p&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23348427&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Biology of blood and marrow transplantation&lt;/a&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/126/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 27 Mar 2013 17:40:10 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Fertilità: ovuli umani da cellule staminali, al via la sperimentazione</title>
            <description>&lt;p&gt;I primi ovuli umani cresciuti in laboratorio e derivanti da &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali&lt;/a&gt; potrebbero essere fertilizzati e dare quindi origine a embrioni gi&amp;agrave; entro quest&#39;anno, lo riporta il quotidiano britannico Independent. La sperimentazione, frutto del lavoro di un team di scienziati provenienti dalla Harvard Medical School e dalla Universita&#39; di Edimburgo, &amp;egrave; attualmentein attesa del via libera delle autorit&amp;agrave; sanitarie del Regno Unito e, se autorizzata, potrebbe rappresentare uno strumento in pi&amp;ugrave; per aiutare le donne sterili e per allungare la vita riproduttiva di tutte le donne. Sinora la ricerca aveva portato ad isolare soltanto un esiguo numero di cellule di ovulo mature, derivanti da ovaie di donne sottoposte a trattamento ormonale, con il risultato che questo cellule, altrimenti dette oociti, fossero in numero non sufficiente. Ora per&amp;ograve; gli scienziati sono pronti a tentare la fertilizzazione degli ovuli con sperma umano per ottenere embrioni. Gli embrioni saranno studiati per il periodo massimo consentito dalla legge, che &amp;egrave; di quattordici giorni, dopo i quali saranno congelati o lasciati morire: non sar&amp;agrave; infatti possibile procedere all&#39;impianto degli embrioni in quanto considerati materiale di sperimentazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: ANSA&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/121/Default.aspx</link>
               <pubDate>Tue, 10 Apr 2012 15:16:11 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Il chimerismo precoce predice la dominanza di unità in caso di doppio trapianto di sangue cordonale</title>
            <description>&lt;p style=&quot;background-color: white; vertical-align: baseline; text-align: justify;&quot;&gt;A seguito del doppio trapianto di sangue del&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/LeCelluleStaminali/Perch%C3%A8ilcordoneombelicale.aspx&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt;, nella maggior parte dei pazienti si osserva una dominanza nel promuovere l&amp;rsquo;ematopoiesi da parte di una unit&amp;agrave; di sangue sull&amp;rsquo;altra. I meccanismi alla base di questa dominanza non sono tuttavia completamente chiariti. In questo studio clinico, analizzando settimanalmente il chimerismo che si manifestava tra sangue cordonale infuso e sangue periferico di 34 pazienti sottoposti a doppio trapianto di sangue cordonale, &amp;egrave; stato osservato che l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; che a sette giorni dal trapianto esibiva un maggior attecchimento (CD3&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;) diveniva successivamente l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; dominante nella maggior parte dei casi. Similmente, un elevato livello di chimerismo delle cellule CD33&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;&amp;nbsp;del donatore &amp;egrave; risultato anch&amp;rsquo;esso essere correlato con la dominanza di una unit&amp;agrave; sull&amp;rsquo;altra. Variabili quali ordine di infusione delle unit&amp;agrave;, vitalit&amp;agrave; cellulare, numero di cellule infuse e compatibilit&amp;agrave; HLA sono risultate essere non correlate alla dominanza. (&lt;a href=&quot;http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/NewsStaminali/tabid/120/itemid/120/amid/621/il-chimerismo-precoce-predice-la-dominanza-di-unit-in-caso-di-doppio-trapianto.aspx&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;continua&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/120/Default.aspx</link>
               <pubDate>Fri, 30 Mar 2012 15:51:27 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Esiti del trapianto allogenico di staminali cordonali in pazienti affetti da anemia aplastica severa</title>
            <description>In questo studio clinico &amp;egrave; stata valuta l&#39;efficacia del trapianto allogenico di&lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; in pazienti (n=18) affetti da anemia aplastica severa. In particolare, 16 pazienti sono stati sottoposti ad un regime a ridotta intenist&amp;agrave; che comprendeva l&#39;utilizzo di immunoglobulina antitimocitaria di coniglio (ATG) e fludarabina (FLU). I risultati ottenuti indicano che il regime di condizionamento sopra descrtitto determina da un lato un maggior rischio di rigetto ma, dall&#39;altro, facilit&amp;agrave; il recupero autologo e riduce la mortalit&amp;agrave; associata al trapianto con conseguente aumento della sopravvivenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.nature.com/bmt/journal/vaop/ncurrent/full/bmt2011251a.html?elq=bedc605c63224a7896746a764bc43cb6&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Bone Marrow Transplantation&lt;/a&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/119/Default.aspx</link>
               <pubDate>Mon, 13 Feb 2012 18:28:49 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Attechimento differenziale di cellule staminali CD34+ in topi NOD/SCID neonati ed adulti </title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio &amp;egrave; stato esaminato l&amp;rsquo;attecchimento e la capacit&amp;agrave; differenziativa esibita da cellule staminali del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; CD34&lt;sup&gt;+&amp;nbsp;&lt;/sup&gt;quando trapiantate intraepaticamente in topi NOD/SCID neonati ed adulti. I risultati ottenuti hanno evidenziato un tasso di attecchimento significativamente maggiore a seguito del trapianto di staminali in topi neonati rispetto ai topi adulti. In particolare, nei neonati, la maggior parte delle cellule sono state rilevate a livello del midollo osseo (35%) e della milza (4.9%). Tali cellule, in aggiunta, hanno esibito la capacit&amp;agrave; di differenziare sia in cellule B, che in cellule ematopoietiche (CD34+/ CD38+) e mieloidi (CD133), ma non in cellule T. Al contrario, a seguito del trapianto intraepatico nei topi adulti, &amp;egrave; stata rilevata una minor migrazione delle cellule infuse dal fegato verso altri organi. I risultati suggeriscono l&amp;rsquo;utilit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;infusione intraepatica di staminali in topi neonati nel contesto di studi sperimentali atti alla valutazione delle capacit&amp;agrave; di differenziamento ematopoietico di staminali cordonali CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22197619&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Tissue and Cell&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/116/Default.aspx</link>
               <pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:49:52 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule cordonali proteggono oligodendrociti da danno ischemico tramite trasduzione  signaling Akt</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sebbene non siano chiari i meccanismi, le cellule del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; proteggono il cervello da danni ischemici. In questo studio sperimentale &amp;egrave; stato valutato il ruolo sia del signaling Akt che di peroxiredoxina-4 nel contesto della protezione degli oligodendrociti da condizioni ischemiche, mediata da staminali cordonali umane. La coltura di oligodendrociti con cellule cordonali ha determinato, negli oligodendrociti stessi, una aumentata fosforilazione di Akt nonch&amp;eacute; una maggior espressione di peroxiredoxina-4. In vivo, a 48 ore di distanza dall&#39;induzione sperimentale di una occlusione dell&#39;arteria cerebrale in un modello murino, l&#39;infusione di sangue cordonale ha determinato sia un aumento della fosforilazione di Akt sia una maggior espressione di peroxiredoxina-4, riducendo al tempo stesso l&#39;attivit&amp;agrave; proteolitica mediata dalla caspasi-3 contro gli oligodendrociti residenti nella capsula esterna ipsilaterale. In aggiunta, le staminali cordonali hanno anche protetto i fasci di materia bianca a livello dello striato dalla degenerazione conseguente all&#39;occlusione dell&#39;arteria.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22158864&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Journal of Biological Chemistry&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/117/Default.aspx</link>
               <pubDate>Thu, 19 Jan 2012 16:21:13 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Ipotesi: Cellule staminali cordonali stromali regolano espressione Foxp3 mediante TGF-β1</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La malattia del trapianto contro l&amp;rsquo;ospite (GVHD) &amp;egrave; una delle pi&amp;ugrave; comuni cause di mortalit&amp;agrave; e morbidit&amp;agrave; a seguito di trapianto allogenico di cellule staminali. Le cellule T regolatorie (Tregs) sono coinvolte nella prevenzione del rigetto e favoriscono la tolleranza al trapianto. Uno dei principali regolatori della funzione delle Tregs &amp;egrave; il fattore di trascrizione Foxp3. Mutazioni (o deficienza) di Foxp3 determinano la comparsa di patologie linfoproliferative letali. In questo studio sperimentale, una popolazione di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali&lt;/a&gt; da cordone ombelicale (Human Umbilical Cord Blood-Derived Stromal Cells) si &amp;egrave; dimostrata capace sia di esercitare una azione immunosoppressiva, sia, grazie ad una intensa secrezione di TGF-&amp;beta;1, di aumentare l&amp;rsquo;espressione di Foxp3 in Tregs.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22161558&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cell Biochemistry and Biophysics&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/114/Default.aspx</link>
               <pubDate>Tue, 10 Jan 2012 13:37:47 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>L'acido valproico incide sull'attecchimento in topi NOD/SCID di staminali cordonali espanse con TPO</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&amp;rsquo;acido valproico (VPA) &amp;egrave; un inibitore dell&amp;rsquo;istone deacetilasi e, quando combinato con specifiche citochine, si &amp;egrave; dimostrato capace di promuovere l&amp;rsquo;espansione di cellule CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt; da &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt;. In questo studio &amp;egrave; stato valutato l&amp;rsquo;effetto di VPA, associato a trombopoietina (TPO), sia sulla vitalit&amp;agrave; ed espansione di cellule staminali ematopoietiche e progenitrici da cordone ombelicale, sia sulla capacit&amp;agrave; di attecchimento delle stesse a breve e lungo termine in un modello murino. &lt;em&gt;In vitro&lt;/em&gt;, il mix VPA+TPO ha inibito il differenziamento delle staminali e preservato la loro capacit&amp;agrave; di self-renewal. &lt;em&gt;In vivo, &lt;/em&gt;cellule staminali trattate o con VPA+TPO o solamente con TPO, quando trapiantate in topi NOD/SCID hanno dato luogo ad un chimerismo, dopo 6 settimane dal trapianto, pari al 1.4% e 13.0% rispettivamente. Dopo 20 settimane dal trapianto, tuttavia, l&amp;rsquo;attecchimento promosso dalle cellule trattate con VPA+TPO &amp;egrave; risultato essere tre volte maggiore rispetto a quello osservato a seguito del trapianto di staminali trattate con solo TPO. &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22166516&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Experimental Clinical Research&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/115/Default.aspx</link>
               <pubDate>Tue, 10 Jan 2012 13:13:39 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Espansione di cellule dendritiche da cellule staminali da cordone ombelicale CD34+ </title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le cellule dendritiche rappresentano un importante strumento per il mantenimento del sistema immunitario. Nonostante siano state proposte immunoterapie basate su di un loro utilizzo per il trattamento di forme tumorali, uno dei fattori che inficia l&#39;efficacia terapeutica &amp;egrave; la scarsit&amp;agrave; di cellule dendritiche autologhe ottenibili da un paziente. In questo studio sperimentale, la coltura di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; CD34&lt;sup&gt;+ &lt;/sup&gt;in un medium contenente un mix di citochine, ha promosso da un lato una intensa proliferazione delle staminali e, dall&#39;altro, il differenziamento delle stesse in cellule dendritiche. La possivbilit&amp;agrave; di espandere &lt;em&gt;ex vivo &lt;/em&gt;le cellule dendritiche rappresenta quindi un importante passo in avanti nellosviluppo di immunoterapie basate su di un loro utilizzo.&lt;/p&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.nature.com/srep/2011/111129/srep00174/full/srep00174.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Fonte: Scientific Reports&lt;/a&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/113/Default.aspx</link>
               <pubDate>Mon, 09 Jan 2012 20:23:01 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Vitalità e differenziamento neuronale di staminali cordonali ottenute da neonati asfittici</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;ipossiemia &amp;egrave; una delle principali cause di danno neurologico nel neonato. Le cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale mostrano la capacit&amp;agrave; di rigenerare il tessuto nervoso leso. In questo studio, &amp;egrave; stata confrontata la vitalit&amp;agrave; e la capacit&amp;agrave; differenziativa in senso neuronale di cellule staminali mesenchimali ottenute dal sangue cordonale di neonati nati a termine sani o colpiti da ipossiemia perinatale e da neonati prematuri. Parametri quali vitalit&amp;agrave; e numero di cellule mononucleate sono risultati essere simili tra i tre gruppi mentre, &lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;le staminali derivanti dai neonati colpiti da ipossiemia hanno esibito una maggior tendenza al differenziamento neuronale. I risultati ottenuti suggeriscono un possibile utilizzo delle staminali cordonali mesenchimali autologhe per il trattamento di neonati asfittici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.nature.com/jp/journal/vaop/ncurrent/full/jp2011174a.html?elq=9f899137fe1e4cbeaae564442eb6c971&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Journal of Perinatology&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/112/Default.aspx</link>
               <pubDate>Thu, 15 Dec 2011 17:35:42 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Miglioramento della funzionalità cardiaca dopo trapianto di staminali mesenchimali cordonali </title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sperimentale &amp;egrave; stato verificato se cellule staminali mesenchimali da cordone ombelicale, indifferenziate e differenziate (queste ultime ottenute mediante esposizione delle prime a 5-azacitidina), quando iniettate in un modello animali di infarto cardiaco acuto, sono in grado di contribuire alla rigenerazione del tessuto cardiaco leso. A 30 giorni dalla somministrazione subepicardica di tali cellule, &amp;egrave; stato osservato negli animali trattati sia un miglioramento significativo della funzionalit&amp;agrave; sinistro-ventricolare e dell&#39;accorciamento frazionale, sia una riduzione significativa del tessuto cicatriziale. Analisi istopatologiche hanno inoltre evidenziato che alcune delle cellule trapiantate, sia adiacenti che distanti dall&#39;area cardiaca lesa, esprimevano troponina-I, F-actina e connessina-43. I risultati ottenuti indicano quindi un potenziale utilizzo terapeutico di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; mesenchimali differenziate o indifferenziate nel trattamento di insufficienze cardiache. &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=Improvement%20in%20Cardiac%20Function%20following%20Transplantation%20of%20Human%20Umbilical%20Cord%20Matrix-Derived%20Mesenchymal%20Cells&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cardiology&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/111/Default.aspx</link>
               <pubDate>Mon, 05 Dec 2011 18:18:04 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Nuovo vettore consente trasferimento genico in cellule staminali ematopoietiche umane </title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il trasferimento genico mediante l&#39;uso di vettori lentivirali (LVs) &lt;em&gt;in vivo &lt;/em&gt;offre un grande potenziale nel contesto della terapia genica. &amp;nbsp;In questo studio sperimentale, &amp;egrave; stato realizzato un LV in grado di esprimere &amp;nbsp;fattore delle cellule staminali (SCF) e la cat-glicoproteina RDTR. Questo nuovo vettore si &amp;egrave; dimostrato capace di distinguere fra le cellule bersaglio di interesse, ovvero cellule CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt; umane, e quelle di non interesse. In particolare, &amp;nbsp;il vettore ha indotto selettivamente la trasduzione del 30-40% di cellule hCD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt; presenti sia nel &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sangue del cordone ombelicale &lt;/a&gt;&amp;nbsp;che nell&#39;aspirato midollare di pazienti o sani o affetti da anemia di Fanconi determinando, in quest&#39;ultimo caso, una correzione delle cellule CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;.&amp;nbsp;Quando iniettato &lt;em&gt;in vivo &lt;/em&gt;nella cavit&amp;agrave; midollare di topi umanizzati, il vettore ha determinato una trasduzione altamente selettiva di cellule staminali ematopoietiche hCD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;. In conclusione, come riportato dagli Autori, questo nuovo vettore lentivirale facilita le terapie geniche basate sull&#39;utilizzo di staminali ematopoietiche e, in futuro, potr&amp;agrave; consentire di evitare la manipolazione ex vivo delle cellule.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=A%20novel%20lentivector%20targets%20gene%20transfer%20into%20hHSC%20in%20marrow%20from%20patients%20with%20BM-failure-syndrome%20and%20in%20vivo%20in%20humanized%20mice&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Molecular Therapy&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/110/Default.aspx</link>
               <pubDate>Fri, 02 Dec 2011 11:45:30 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Miglioramento della GVhD acuta tramite infusione di Tregs da sangue cordonale in un modello murino</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sangue del cordone ombelicale&lt;/a&gt; (CB), rispetto al sangue periferico, &amp;egrave; particolarmente ricco in cellule T regolatorie (Tregs). Tregs CD4&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;CD25&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;&amp;nbsp;ottenute da CB umano ed espanse &lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt;,&lt;em&gt; &lt;/em&gt;sono state infuse in un modello murino della forma acuta della malattia del trapianto contro l&amp;rsquo;ospite (aGVhD). A seguito del trattamento, fino al 85% dei topi &amp;egrave; sopravvisuto oltre il 63esimo giorno. Nel siero degli animali trattati , &amp;egrave; stato rilevato da un lato un continuo incremento nella produzione del fattore di crescita TGF-&amp;beta; e, dall&amp;rsquo;altro, una rapida diminuzione dei livelli di interleuchina 17. In aggiunta, dopo l&amp;rsquo;infusione, &amp;egrave; stato osservato che ad un aumento della percentuale di Tregs CD4&lt;sup&gt;+ &lt;/sup&gt;FoxP3&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt; murine seguiva un diminuzione del numuro di cellule Th17. In conclusione, i risultati ottenuti mostrano che Tregs ricavateda CB umano e, successsivamente espanse &lt;em&gt;ex vivo&lt;/em&gt;, sono in grado di prevenire &lt;em&gt;in vivo &lt;/em&gt;l&amp;rsquo;aGVhD sia modulando la secrezione di citochine sia spostando l&amp;rsquo;equilibrio Tregs/Th17 in favore di Tregs FoxP3&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=Amelioration%20of%20acute%20graft-versus-host%20disease%20by%20adoptive%20transfer%20of%20ex%20vivo%20expanded%20human%20cord%20blood%20CD4%2BCD25%2B%20forkhead%20box%20protein%203%2B%20regulatory%20T%20cells%20is%20&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Transfusion&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/107/Default.aspx</link>
               <pubDate>Thu, 01 Dec 2011 12:56:02 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Trapianto di staminali cordonali di origine porcina in un modello murino di morbo di Parkinson</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sperimentale &amp;egrave; stata confrontata la capacit&amp;agrave; proliferativa e differenziativa (in senso osteocitario, adipogenico e neuronale) di staminali mesenchimali di origine porcina ottenute o dalla matrice del cordone ombelicale (pUCM-MSCs) o da midollo osseo (pBM-MSCs). In aggiunta, &amp;egrave; stato valutato il potenziale terapeutico di pUCM-MSCs in un modello murino di Parkinson. Tra i due tipi cellulari presi in esame, sono state rilevate differenze nell&amp;rsquo;espressione di markers di superficie e citoplasmatici evidenziando, per le pUCM-MSCs un profilo meno immunogenico rispetto alla pBM-MSCs. &lt;em&gt;In vitro&lt;/em&gt; pBM-MSCs hanno esibito una forte tendenza a differenziare in adipociti ed osteociti mentre le pUCM-MSC hanno mostrato un grande potenziale nel differenziare in cellule simil-neuronali mature ed immature. pUCM-MSCs, quando trapaintate nella &lt;em&gt;substantia nigra&lt;/em&gt; di un modello murino di morbo di Parkinson, hanno determinato un miglioramento dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; motoria. In particolare, dopo il trattamento, nel sito di trapianto &amp;egrave; stata rilevata l&amp;rsquo;espressione di nestina, tirosin-idrossilasi, fattore di crescita neuronale (NGF), fattore di crescita dell&amp;rsquo;endotelio vascolare (VEGF) ed interleuchina 6. Come riportato dagli Autori, gli esiti ottenuti indicano un potenziale impiego terapeutico di UCM-MSCs nell&amp;rsquo;ambito del morbo di Parkinson. &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=Transplantation%20of%20porcine%20umbilical%20cord%20matrix%20mesenchymal%20stem%20cells%20in%20a%20mouse%20model%20of%20Parkinson&#39;s%20disease&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Journal of tissue engineering and regenerative medicine&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/108/Default.aspx</link>
               <pubDate>Thu, 01 Dec 2011 12:57:56 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>N-Caderina: efficacia terapeutica variabile di staminali cordonali in un modello murino di infarto </title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel presente studio sperimentale sono state caratterizzate &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali mesenchimali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; umane (hUCB-MSCs) ottenute da 4 donatori. Quando somministrate in un modello murino di infarto miocardiaco, tali cellule hanno esibito una capacit&amp;agrave; terapeutica variabile. A seguito del trapianto, &amp;egrave; stata osservata una correlazione tra efficacia terapeutica e livelli di fattore di crescita dell&amp;rsquo;endotelio vascolare (VEGF) rilasciato dalle hUCB-MSCs. In particolare, &amp;egrave; stato rilevato che le hUCB-MSCs che esibivano una maggior efficacia terapeutica, esprimevano ad alti livelli il gene per N-caderina. &amp;Egrave; stata inoltre osservata una downregolazione o una upregolazione dei livelli di VEGF in funzione dell&amp;rsquo;inibizione e overespressione, rispettivamente, del N-caderina. In aggiunta, ad un incremento dell&amp;rsquo;espressione di N-caderina &amp;egrave; stata rilevata un&amp;rsquo;aumentata attivazione della kinasi ERK. Infine, mediante labelling, &amp;egrave; stato riscontrato che hUCB-MSCs esprimevano N-caderina nella zona peri-infartuale ed interagivano con i cardiomiociti.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=N-cadherin%20Determines%20Individual%20Variations%20in%20the%20Therapeutic%20Efficacy%20of%20Human%20Umbilical%20Cord%20Blood-derived%20Mesenchymal%20Stem%20Cells%20in%20a%20Rat%20Model%20of%20Myocardial%20Infarction&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Molecular Therapy&lt;/a&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/109/Default.aspx</link>
               <pubDate>Thu, 01 Dec 2011 14:26:01 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Generazione di iPS da staminali del cordone ombelicale mediante utilizzo di OCT4 e SOX2 da solo</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La possibilit&amp;agrave; di convertire &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; (CB-SCs) in cellule staminali pluripotenti indotte (iPS) &amp;egrave; di estrema importanza nell&#39;ambito della medicina rigenerativa.&amp;nbsp;In questo studio sperimentale, &amp;egrave; stato dimostrato che l&#39;espressione lentivirale di OCT4 e SOX2, guidata da un promotore da virus SFFV in un singolo vettore, &amp;egrave; in grado di riprogrammare in iPS il 2% di cellule CB-SCs CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;. In particolare, l&#39;efficienza della riprogrammazione &amp;egrave; risultata essere dipendente dal livello di espressione di SOX2. Allo scopo di generare iPS minimizzando l&#39;integrazione virale, &amp;egrave; stato sviluppato un vettore episomale contenente una sequenza WPRE (woodchuck post-transcriptional regulatory element) in grado di aumentare l&#39;espressione del transgene del 50%. Utilizzando questo vettore &amp;egrave; stato possibile ottenere iPS riprogrammando CB-SCs solamente con SOX2.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/ctl/Edit/mid/441/Efficient%20Reprogramming%20of%20Human%20Cord%20Blood%20CD34+%20Cells%20Into%20Induced%20Pluripotent%20Stem%20Cells%20With%20OCT4%20and%20SOX2%20Alone&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Molecular Therapy&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/106/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 30 Nov 2011 18:58:43 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Staminali cordonali nel trattamento di complicanze associate a fratture ossee: single case report</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Pseudoartrosi e danneggiamento sono le complicanze pi&amp;ugrave; severe che si possono manifestare a seguito di fratture ossee. In questo report vengono presentati gli esiti clinici di un paziente affetto da entrambe le complicanze e sottoposto ad infusione intravenosa di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt;&amp;nbsp;mesenchimali&amp;nbsp;precedentemente espanse. A seguito del trattamento, il paziente ha mostrato riflessi, un aumento del tono e della forza muscolare, la scomparsa del divario osseo della fattura nonch&amp;eacute; un aumento della velocit&amp;agrave; di conduzione dei nervi. A distanza di un anno dal trapianto l&#39;evoluzione clinica si &amp;egrave; mantenuta favorevole e nessun effetto collaterale &amp;egrave; stato osservato. Complessivamente, questi esiti consentono di poter presupporre l&#39;utilizzo di staminali mesenchimali del cordone ombelicale nel trattamento delle complicanze associate a fratture ossee. Nuove indagini risultano quindi necessario.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.futuremedicine.com/doi/abs/10.2217/rme.11.83?elq=b23312824ae84f0c8a0fb4d2a9519b0c&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Regenerative Medicine&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/105/Default.aspx</link>
               <pubDate>Tue, 22 Nov 2011 12:04:37 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Alzheimer: staminali cordonali riducono sperimentalmente la presenza di placche β-amiloidi</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il morbo di Alzheimer &amp;egrave; una patologia neurodegenerative caratterizzate da deposito ed accumulo a livello cerebrale di placche &amp;beta;-amiloidi. La co-coltura di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;cellule staminali mesenchimali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; umane (hUCB-MSCs) con cellule della microglia BV2 sottoposte ad esposizione amiloide-&amp;beta;42 (A&amp;beta;42) ha indotto, &lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt;, sia una riduzione di A&amp;beta;42 sia una overespressione dell&#39;enzima neprilisina (NEP) responsabile della degradazione A&amp;beta; nella microglia. L&#39;analisi dei media di coltura ha mostrato un intenso rilascio da parte delle hUCB-MSCs della molecole solubile di adesione intracellulare (sICAM-1). La somministrazione di ICAM-1 sia in cellule BV2 che nel cervello di topi wild-type ha determinato un&#39;espressione di NEP dose e tempo dipendente. La soppressione dell&#39;espressione di ICAM-1 con small interfering RNA in hUCB-MSCs ha determinato una abolizione nell&#39;induzione di NEP nelle cellule BV2 cos&amp;igrave; come una riduzione di A&amp;beta;42 nel mezzo di coltura. L&#39;inibizione del recettore per ICAM-1 (LFA-1) tramite siRNA in cellule BV2, ha indotto una riduzione dell&#39;espressione dell&#39;enzima NEP a seguito di esposizione ad ICAM-1. Il trapianto di staminali mesenchimali da cordone ombelicale nell&#39;ippocampo di un modello murino di Alzheimer ha provocato un&#39;aumentata espressione di NEP e (&lt;a href=&quot;http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/itemid/104/amid/441/alzheimer-staminali-cordonali-riducono-sperimentalmente-la-presenza-di-placche.aspx&quot;&gt;continua&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/104/Default.aspx</link>
               <pubDate>Thu, 03 Nov 2011 11:24:35 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Espansione di staminali cordonali e stabilità cromosomica</title>
            <description>&lt;p style=&quot;background-color: white; text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;espansione &lt;em&gt;ex vivo&lt;/em&gt; di cellule staminali &amp;egrave; una strategia che potenzialmente consente di superare la scarsit&amp;agrave; di cellule presenti nel sangue cordonale.. &amp;Egrave; importante che venga determinata la qualit&amp;agrave; delle popolazioni di cellule espanse al fine di renderne possibile un utilizzo clinico. In questo studio sperimentale &amp;egrave; stata valutata la stabilit&amp;agrave; genetica (analizzandone il cariotipo e il potenziale differenziativo) di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt; espanse &lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt; per 28 giorni. Sebbene siano state rilevate anomalie cromosomiche attorno al 14esimo giorno, tali anomalie raramente si sono mantenute fino al 28esimo. &amp;Eacute; interessante riportare che nessuno dei campioni che ha mostrato alterazioni cromosomiche ha dato luogo proliferazione neoaplastica. L&#39;espansione &lt;em&gt;ex vivo&lt;/em&gt; pu&amp;ograve; quindi portare ad anomalie dell&#39;assetto cromosomico ma esse non risultano ereditarie e in grado di determinare trasformazione oncogena.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1365-2184.2011.00779.x/abstract?elq=5dc0ab08d8df4845a986094609fa35d0&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cell Proliferation&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/99/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 02 Nov 2011 17:26:00 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Matching HLA A, B,C, DRB1 in trapianti di sangue cordonale in pazienti con leucemia e mielodisplasie</title>
            <description>&lt;p style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; background-color: white; text-align: justify;&quot;&gt;Normalmente, nell&#39;ambito di trapianti allogenici, la compatibilit&amp;agrave; del donatore viene valutata mediante tipizzazione HLA-A, HLA-B e HLA-DRB1, senza valutare un&#39;eventuale matching del locus HLA-C. In questo studio clinico retrospettivo &amp;egrave; stata valutata l&#39;importanza del matching HLA-C, analizzando gli esiti clinici di trapianti di sangue cordonale da donatore non familiare in una popolazione di 803 pazienti affetti da leucemia e sindromi mielodisplastiche. Il rischio di mortalit&amp;agrave; correlato a trapianto &amp;egrave; risultato maggiore dopo trapianto di unit&amp;agrave; matched per i locus HLA A, B e DRB1 e non matched per HLA-C rispetto all&#39;infusione di unit&amp;agrave; HLA A, B, C e DRB1 matched. Tale rischio, inoltre, &amp;egrave; risultato anche maggiore dopo trapianto di unit&amp;agrave; con un singolo mismatch per i locus HLA A, B e DRB1 e con HLA-C mismatched rispetto a quanto derivante dal trapianto di unit&amp;agrave; con singolo mismatch per i locus HLA A, B e DRB1 e con HLA-C matched. I risultati ottenuti indicano che le attuali strategie utilizzate per la definizione dei campione compatibili da utilizzare in corso di trapianti allogenici di sangue del &lt;a href=&quot;http://sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt;, devono essere riviste in quanto la presenza di matching per il locus HLA-C, sia in caso di matching per i locus HLA A, B e DRB1 o di un singolo mismatch per i medesimi loci, riduce il rischio di mortalit&amp;agrave; correlato trapianto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21982422&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lancet Oncology&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/100/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 02 Nov 2011 18:36:22 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Inibizione della tumorigenicità del carcinoma esofageo con staminali da cordone ombelicale</title>
            <description>&lt;p style=&quot;background-color: white; text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sperimentale &amp;egrave; stato valutato l&#39;effetto sulla tumorigenesi della fusione di &lt;a href=&quot;http://sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali&lt;/a&gt; mesenchimali da cordone ombelicale con cellule ottenute da carcinoma esofageo. I risultati ottenuti indicano che a seguito della fusione si sono originati ibridi caratterizzati da un declino della crescita cellulare, da una aumentata apoptosi e da una attivit&amp;agrave; tumorigena soppressa. Confrontando l&#39;espressione genica tra le staminali mesenchimali umane, le cellule tumorali e gli ibridi, &amp;egrave; stato rilevato che il processo di fusione ha promosso sia l&#39;attivazione dell&#39;apoptosi sia una transdifferenziazione benigna delle cellule tumorali piuttosto che una loro riprogrammazione. In aggiunta, negli ibridi, &amp;egrave; stata osservata una overespressione di DUSP6/MKP3 (afferente alla pathway MAPK) cui &amp;egrave; associata la capacit&amp;agrave; di determinare una soppressione della crescita tumorale.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;background-color: white;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.spandidos-publications.com/10.3892/ijo.2011.1232&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;International Journal of Oncology&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/102/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 02 Nov 2011 18:02:44 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Trapianto allogenico di sangue cordonale e midollo osseo in pazienti con leucemia: confronto</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel presente studio clinico retrospettivo, sono stati confrontati gli esiti clinici derivanti dal trapianto allogenico di una singola unit&amp;agrave; di &lt;a href=&quot;http://sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sangue cordonale&lt;/a&gt; in 351 pazienti affetti da leucemia e dal trapianto di midollo osseo da donatore non familiare in 1028 pazienti, sofferenti della medesima patologia. L&#39;infusione di unit&amp;agrave; di sangue cordonali con mismatched HLA fino a due loci, ha mostrato similarit&amp;agrave; con il tasso di mortalit&amp;agrave; osservato a seguito di trapianto di midollo osseo con singolo mismatch HLA-DRB1. Il trapianto di sangue cordonale ha inoltre determinato, rispetto all&#39;infusione di midollo osseo con singolo mismatch, un minor recupero di neutrofili, un minor rischio di sviluppo della forma acuta della malattia del trapianto contro l&#39;ospite &quot;GvHD&quot;, e un minor rischio di mortalit&amp;agrave; correlata al trapianto, mentre non sono state rilevate differenze relativamente al rischio di ricaduta. Complessivamente, l&#39;infusione di sangue da cordone ombelicale con un mismatch da zero a due antigeni, risulta essere una possibile alternativa&amp;nbsp; per il trattamento di pazienti affetti da leucemia, capace di dare risultati simili, in termini di sopravvivenza, a quanto ottenuto con l&#39;infusione di midollo osseo con mismatch di un singolo locus.&lt;/p&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22008851&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Biol Blood Marrow Transplant&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/103/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 02 Nov 2011 18:50:46 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Trapianto allogenico di sangue cordonale e cellule CD34+ da donatore aploidentico: esiti clinici</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio clinico &amp;egrave; stata valutata l&#39;efficacia del trapianto allogenico di sangue cordonale &amp;nbsp;e di staminali CD34+ da donatore aploidentico, in pazienti adulti (n=45) affetti da patologie oncoematologiche. Nei pazienti sottoposti a trapianto &amp;egrave; stato osservato, ad 11e 19 giorni dal trattamento rispettivamente, attecchimento di neutrofili e piastrine.In particolare, l&#39;attecchimento precoce delle cellule CD34+ &amp;egrave; stato sostituito da un attecchimento pi&amp;ugrave; duraturo del sangue cordonale ottenuto da donatore non familiare. Complessivamente, &amp;egrave; stata rilevata nei pazienti sottoposti al trattamento un&#39;incidenza della malattia del trapianto contro l&#39;ospite in forma acuta pari al 25% e in forma cronica pari al 5%. Infine il tasso di sopravvivenza ad un anno dal trapianto &amp;egrave; risultato pari al 55%. In conclusione, come riportato dagli Autori, gli esiti derivanti dal trapianto allogenico di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sangue del cordone ombelicale&lt;/a&gt;&amp;nbsp;e di cellule CD34+ da donatore identico appaiono promettenti anche nel lungo termine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://bloodjournal.hematologylibrary.org/content/early/2011/10/05/blood-2011-08-372508.abstract?elq=fbb81734542a424f84a7a86fd52079a7&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Blood&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/98/Default.aspx</link>
               <pubDate>Mon, 24 Oct 2011 21:13:00 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule staminali mesenchimali cordonali inibiscono la crescita delle staminali del tumore al seno</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sperimentale &amp;egrave; stato verificato, &lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt; ed &lt;em&gt;in vivo&lt;/em&gt;, l&#39;effetto eventualmente esercitato dalle cellule staminali mesenchimali da cordone ombelicale sulla crescita di cellule staminali del cancro alla mammella ottenute sia da colture primarie di cellule tumorali sia da cellule di linea MDA-MB-231 e MCF-7. L&#39;effetto inibitorio &amp;egrave; stato determinato tramite test di proliferazione e saggi di formazione di colonie. Per quel che riguarda l&#39;inibizione&lt;em&gt; in vivo&lt;/em&gt; dal tumore, essa &amp;egrave; stata valutata utilizzando come modello murino topi SCID sottoposti a trapianto di cellule staminali tumorali derivanti dalla linea MDA-MB-231. I risultati ottenuti hanno mostrato che cellule staminali tumorali cocoltivate con le cellule staminali mesenchimali cordonali, danno luogo ad un numero significativamente minore di colonie rispetto ai gruppi di controllo. In aggiunta, la cultura con staminali mesenchimali ha aumentato, relativamente alle cellule staminali tumorali, sia il numero di cellule in fase G2-M del ciclo cellulare sia il numero di cellule in apoptosi. Quando applicate &lt;em&gt;in vivo&lt;/em&gt;, gli animali sottoposti a trapianto di medie e alte concentrazioni di cellule staminali mesenchimali da &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt;, hanno esibito una riduzione della massa e del peso del tumore quando paragonati al gruppo di controllo &lt;a href=&quot;http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/itemid/97/amid/441/cellule-staminali-mesenchimali-cordonali-inibiscono-la-crescita-delle-staminali.aspx&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;(continua)&lt;/a&gt;.&lt;em style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;!--&lt;/body--&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/97/Default.aspx</link>
               <pubDate>Tue, 18 Oct 2011 19:06:06 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Esiti del trapianti allogenico non intrafamigliare di sangue cordonale in pazienti di 15-20 anni</title>
            <description>&lt;div style=&quot;padding-top: 3px; padding-right: 3px; padding-bottom: 3px; padding-left: 3px; background-image: none; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; word-wrap: break-word; background-color: white;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio clinico condotto da un singolo istituto, vengono riportati gli esiti gli esiti clinici derivanti dal trapianto di sangue cordonale da donatore non famigliare in 16 pazienti, di et&amp;agrave; compresa fra i 15 e 20 anni, affetti da neoplasie ematologiche. Attecchimento mieloide e attecchimento piastrinico sono stati osservati rispettivamente a 21 e 38 giorni dal trapianto. L&#39;incidenza della malattia del trapianto contro l&#39;ospite (GvHD) nella forma acuta e cronica &amp;egrave; risultata essere pari al 62% e 12.5% rispettivamente. E&#39; interessante riportare che il tasso di sopravvivenza generale (68.2%) e il tasso, a 3 anni, di sopravvivenza in assenza di malattia (48.6%) sono essere risultati comparabili con gli esiti derivanti da trapianti analoghi in bambini ed adulti. Complessivamente, come riportato dagli Autori, i risultati ottenuti indicano che giovani di et&amp;agrave; compresa tra i 15 e 20 anni affetti da neoplasie ematologiche, che non hanno a disposizione un donatore HLA-matched, possono essere sottoposti a trapianto allogenico da donatore non famigliare di sangue del&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0145212611004590&quot; target=&quot;_blank&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Leukemia Research&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/95/Default.aspx</link>
               <pubDate>Fri, 14 Oct 2011 12:28:28 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule mononucleate cordonali ritardano la degenerazione motoneuronale in due modelli murini</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il fatto che non esistono terapie farmacologiche efficaci nel trattamento delle malattie del motoneurone ha determinato un crescente interesse verso l&#39;utilizzo di cellule staminali. La somministrazione di cellule &amp;nbsp;mononucleate da &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; in modelli murini di sclerosi laterale amiotrofica (SOD1G93A) ha determinato un miglioramento (modesto) nella durata della vita degli animali trattati. In questo studio sperimentale &amp;egrave; stata verificata l&#39;efficacia e la distribuzione di cellule mononucleate da sangue del cordone ombelicale, marcate con il colorante Hoechst 33258, quando iniettate intracerebroventricolarmente in due distinti modelli animali di neurodegenerazione, ovvero in topi transgenici SOD1G93A e in topi wobbler. A seguito del trapianto &amp;egrave; stato rilevato un significativo miglioramento nella progressione della sintomatologia in entrambi i modelli murini nonch&amp;eacute; una prolungata sopravvivenza nei topi SOD1G93A. Le cellule iniettate sono state localizzate nei ventricoli laterali, a quattro mesi dal trapianto, ma non sono state trovate nelle corna ventrali del midollo spinale. I risultati ottenuti, come riportato dagli Autori, indicano che l&#39;azione delle cellule trapiantate non &amp;egrave; dovuta ad una sostituzione delle cellule danneggiate ma piuttosto &amp;egrave; determinata da produzione e rilascio di fattori protettivi ( fra cui citochine e chenochine) ad azione antiinfiammatorie) in grado di agire sia a livello centrale che periferico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21978082&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Rejuvenation Research&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/96/Default.aspx</link>
               <pubDate>Fri, 14 Oct 2011 17:01:10 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Il contatto diretto fra CB-EPCs e tessuto cardiaco vivente è necessario per la neovascolarizzazione</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Cellule staminali progenitrici endoteliali da &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; (CB-EPCs) hanno esibito, in modelli murini, la capacit&amp;agrave; di partecipare alla rigenerazione dei tessuti vascolari ischemici. In questo studio sperimentale, &amp;egrave; stato verificato se le CB-EPCs sono in grado sia di integrarsi che di promuovere la neovascolarizzazione in tessuti cardiaci vivi o ischemici. Tali cellule sono state cocoltivate con sezioni di ventricoli embrionali murini, da tessuti ischemici o viventi, in presenza o assenza di un cocktail (pro-angiogenico) di fattori di crescita. A seguito di contatto diretto con le sezioni ventricolari di tessuto vivente, le CB-EPCs hanno dato origine a strutture simil-tubulari, situazione che non si &amp;egrave; verificata cocoltivando le CB-EPCs con le medesime sezioni in sistemi transmembrana. Al contrario, CB-EPCs non hanno generato strutture vascolari quando cocoltivate con sezioni ventricolari da tessuto ischemico, anche in ppresenza del cocktail di fattori di crescita ad azione pro angiogenica. In conclusione, il contatto diretto tra CB-EPCs e cellule &amp;nbsp;da tessuto ventricolare vivente risulta essere un prerequisito nel processo di neovascolarizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1582-4934.2010.01197.x/abstract?elq=e6307aced39047d0b7c0d6c9ec44d1f8&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Journal of&amp;nbsp;Cellular and Molecular Medicine&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/92/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 05 Oct 2011 11:52:09 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Efficacia terapeutica delle cellule staminali mesenchimali cordonali in un modello murino di GvHD</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questa ricerca sperimentale &amp;egrave; stata valutata la capacit&amp;agrave; delle &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali mesenchimali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; di alleviare i sintomi della malattia del trapianto contro l&#39;ospite (GVHD). In particolare, in topi NOD/SCID/&amp;gamma;c- (NSG), &amp;egrave; stata indotta GvHD mediante iniezione di cellule mononucleate ottenute da sangue periferico umano. I ricercatori riportano che una singola iniezione di CB-MSCs in tali topi ha inibito la GvHD in termini sia di segni clinici che di mortalit&amp;agrave; ad essa correlata. In aggiunta questo studio evidenzia che le CB-MSCs sono sia in grado di immunomodulare le cellule T sia di favorire il recupero dopo irradiazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21910645&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Stem Cell and Development&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/93/Default.aspx</link>
               <pubDate>Mon, 03 Oct 2011 15:16:38 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule T CD4+ da cordone ombelicale mostrano responso verso HSP60</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il mantenimento della tolleranza&amp;nbsp;periferica pu&amp;ograve; essere conseguente anche all&#39;attivit&amp;agrave; svolta da cellule T specifiche verso self-proteins come ad esempio HSP 60 (Heat Shock Protein 60).In questo studio, si &amp;egrave; valutata l&#39;eventuale presenza di tali cellule T nel sangue del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt;. &amp;nbsp;In particolare, sono state poste in coltura con HSP60 e tossoide tetanico cellule mononucleate (CBMNCs) derivanti da 21 campioni di sangue cordonale. L&#39;attivit&amp;agrave; di cellule T indotte da HSP60 &amp;egrave; stata valutata mediante test di soppressione &lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt;. I risultati ottenuti mostrano che la stimolazione con HSP60 determina una proliferazione di linfociti CD4&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;, esprimenti FOXP3 ed in grado di sopprimere &lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt;&amp;nbsp;il responso di cellule T effettrici,&amp;nbsp;nonch&amp;eacute; il rilascio di citochine come IL6, IL10 e IFN-gamma.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
In&amp;nbsp;conclusione, secondo gli Autori, cellule T auto-reattive contro HSP60 sono presenti sin dalla nascita e potrebbero essere coinvolte nella regolazione del responso immunitario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0024119?elq=4926360f1a4548908a22b606bb01a3bf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Plos One&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/89/Default.aspx</link>
               <pubDate>Sat, 01 Oct 2011 17:06:11 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Espansione ex vivo di cellule staminali cordonali ematopoietiche e progenitrici mediante garcinolo</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questa ricerca sperimentale &amp;egrave; stata valutata la capacit&amp;agrave; di espansione di cellule staminali ematopoietiche e di cellule&amp;nbsp;progenitrici&amp;nbsp;(CB-HSCs/PCs) da &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; indotta da garcinolo, un forte inibitore (di oriigine vegetale) dell&#39;istone acetiltransferasi (HAT). Dopo 7 giorni di coltura con stem cell factor, trombopoietina e garcinolo, la popolazione di cellule ematoppoietiche CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;CD38&lt;sup&gt;-&lt;/sup&gt;&amp;nbsp;&amp;egrave; aumentata di oltre 4.5 volte, &amp;nbsp;valore che &amp;egrave; salito a 7.4 quando &amp;egrave; stato utilizzato un derivato del garcinolo ovvero l&#39;isogarcinolo. Gli Autori dimostrano chiaramente che la capacit&amp;agrave; di espansione del garcinolo &amp;egrave; strettamente correlata alla capacit&amp;agrave; dello stesso di inibire HAT. In conclusione, gli Autori suggeriscono l&#39;inibizione di HAT come possibile approccio per la manipolazione di HSCs/PCs.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0024298?elq=4926360f1a4548908a22b606bb01a3bf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Plos One&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/90/Default.aspx</link>
               <pubDate>Tue, 04 Oct 2011 11:05:38 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Fattori predittivi la predominanza di unità dopo doppio trapianto di sangue cordonale</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il trapianto di due unit&amp;agrave; di sangue da&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(dUCBT) &amp;egrave; una tecnica utilizzata nel trattamento di pazienti affetti da patologie ematologiche. A seguito di dUCBT, si assiste nel malato alla costituzione di un nuovo sistema ematopoietico derivante da cellule di una delle due unit&amp;agrave; trapiantate. In questo studio retrospettivo, sono stati valutati i fattori di rischio associati alla predominanza in 262 pazienti affetti da malattie ematologiche sottoposti a dUCBT e che hanno esibito un ripristino dell&#39;ematopoiesi&amp;nbsp;nonch&amp;eacute;&amp;nbsp;chimerismo. In questi pazienti, &amp;egrave; stato osservato un doppio chimerismo 21-28 giorni dopo dUCBT e, nel 97%, &amp;egrave; stato rilevato un chimerismo singolo dopo 100 giorni dal trapianto. I fattori di rischio riportati includono il numero di cellule nucleate e di cellule CD34+&amp;nbsp;e CD3+, dose e vitalit&amp;agrave; cellulare, quantit&amp;agrave; di CFU-GM, compatibilit&amp;agrave; HLA, sesso ed ordine di infusione delle unit&amp;agrave; (&lt;a href=&quot;http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/itemid/91/amid/441/fattori-predittivi-la-predominanza-di-unit-dopo-doppio-trapianto-di-sangue-cord.aspx&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;continua&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/91/Default.aspx</link>
               <pubDate>Sat, 01 Oct 2011 19:19:49 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Esiti terapeutici dei trapianti autologhi e allogenici di cellule staminali del cordone ombelicale</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le cellule staminali del cordone ombelicale hanno trovato applicazione come trattamento terapeutico di diverse patologie ed il loro utilizzo &amp;egrave; stato proposto sia in forma allogenica che autologa. Uno studio di lunga durata, in cui sono stati analizzati gli esiti relativi al trapianto di cellule staminali da midollo osseo (autologhe, relate ed unrelated) &amp;nbsp;e cordone ombelicale (unrelated) in 623 pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta, ha evidenziato che il trapianto di cellule staminali unrelated induce risultati simili a quanto ottenuto con cellule midollari related o &amp;ldquo;well matched&amp;rdquo;, sia in termini di sopravvivenza globale che di sopravvivenza libera da leucemia (1). In aggiunta, in uno studio prospettico in cui 90 pazienti, per lo pi&amp;ugrave; affetti da leucemia mieloide acuta, hanno ricevuto trapianto o di midollo osseo da donatore compatibile &amp;nbsp;(n=47) o di cellule staminali cordonali da donatore non imparentato (n=43), ha mostrato che la somministrazione di staminali del cordone ombelicale comporta un minor rischio di insorgenza di &amp;ldquo;malattia del trapianto verso l&amp;rsquo;ospite&amp;rdquo; (GVHD) ad 1 anno dal trattamento rispetto alle staminali midollari (2). Recentemente, &amp;egrave; stato eseguito uno studio multicentrico retrospettivo riguardante il trattamento di 64 bambini, affetti da sindromi ereditarie di insufficienza del midollo osseo, sottoposti a trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale da donatore familiare e non familiare (3). I risultati di questo studio indicano che l&amp;rsquo;utilizzo di staminali cordonali rappresenta una importante opzione terapeutica nella cura di quei pazienti che non hanno a disposizione un donatore fratello compatibile.&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/55/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 12:16:54 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>I possibili utilizzi delle cellule staminali da cordone ombelicale nella medicina rigenerativa</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Numerose risultanze pre-cliniche e cliniche evidenziano il possibile impiego delle cellule staminali cordonali nell&amp;rsquo;ambito della medicina rigenerativa. Approcci sperimentali recentemente sviluppati hanno mostrato promettenti risultati legati alle capacit&amp;agrave; rigenerative delle &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; quando impiegate, in modelli animali, nel trattamento di patologie di natura:&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-left: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;- Neurologica&lt;/strong&gt;: la somministrazione in topo, affetto da SLA artificialmente indotta, di cellule neuronali derivanti da cellule staminali del cordone ombelicale ha ritardato la progressione della malattia ed aumentato la durata della vita (1) degli animali trattati. Inoltre, quando trapiantate in topi pre-sintomatici, le cellule staminali cordonali hanno mostrato un effetto neuroprotettivo verso i motoneuroni,&amp;nbsp; inibendo interleuchine pro-infiammatorie&lt;sup&gt; &lt;/sup&gt;(2).&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-left: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;- Oncologica&lt;/strong&gt;: le cellule staminali del cordone ombelicale possono essere indotte a differenziare in cellule con caratterisitche tipiche delle cellule epatiche (3). Cellule simil-epatiche derivanti da staminali cordonali, quando trapiantate nel fegato danneggiato di topo immunodeficiente, hanno mostrato la capacit&amp;agrave; di integrarsi nel parenchima epatico e di mantenere l&amp;rsquo;espressione di marker epatici anche dopo 6 settimane dall&amp;rsquo;innesto (3).&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/64/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 11:52:42 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Espansione delle cellule staminali del cordone ombelicale e terapia genica</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Uno dei pochi fattori che limitano l&amp;rsquo;uso delle &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali&lt;/a&gt; in applicazioni terapeutiche, &amp;egrave; la dose cellulare &amp;ldquo;disponibile&amp;rdquo; in una singola unit&amp;agrave; (1). Poich&amp;eacute; &amp;egrave; stato dimostrato che l&amp;rsquo;esito di un trapianto &amp;egrave; strettamente correlato alla quantit&amp;agrave; di cellule staminali somministrate (2), sono stati sviluppati diversi protocolli al fine di aumentare &lt;em&gt;ex vivo&lt;/em&gt; il numero di cellule trapiantabili. In uno studio sperimentale compiuto nel 2007, &amp;egrave; stata indotta espansione in una popolazione di cellule ematopoietiche del cordone ombelicale, coltivando queste cellule in un sistema liquido di coltura contenente interleuchina 3, fattore delle cellule staminali (SCF) e fattore stimolante la crescita delle colonie di granulociti e macrofagi (3).&lt;em&gt;&amp;nbsp; &lt;/em&gt;Dopo 12 giorni di coltura, la frazioni di cellule CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt; e mononucleate erano aumentate in media, di 21.4 e 21 volte, con una vitalit&amp;agrave; media delle cellule nucleate pari al 87.9% (3). In un recente studio, cellule CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;&amp;nbsp; derivanti da staminali cordonali precedentemente crioconservate, sono state coltivate in un medium serum free in presenza di SCF, fattore stimolante la crescita delle colonie di granulociti, fms-simile tirosin chinasi 3 ligando e fattore di crescita e sviluppo dei megacariociti (4). A seguito della coltura, &amp;egrave; stato rilevato sia un aumento di circa 350 volte di cellule CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;, sia un incremento di circa 130 volte di cellule formanti colonie (4).&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/65/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 11:35:27 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule staminali mesenchimali da cordone ombelicale, i possibili utilizzi</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La popolazione di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; consta di diversi sottotipi cellulari: (i) cellule staminali cordonali simil-embrionali, capaci di differenziare verso tessuti endodermici (ad esempio polmone), mesodermici (come il cuore) ed ectodermici (ad esempio il sistema nervoso); (ii) cellule staminali cordonali mesenchimali, in grado di originare tessuto cartilagineo, adiposo, osseo, cellule nervose e mesoderma viscerale; (iii) cellule staminali cordonali ematopoietiche, capaci di specializzarsi in cellule del midollo osseo e del sangue; (iv) cellule staminali cordonali endoteliali, in grado di formare vasi sanguigni (1). Le cellule staminali mesenchimali (CB-MSCs) sono cellule multipotenti a struttura fibroblastoide dotate di una elevata capacit&amp;agrave; di autorinnovarsi con un alto potenziale di proliferazione e di differenziazione. In vitro possono essere sottoposte a numerosi cicli replicativi e sono in grado sia di originare colonie CFU-F sia di aderire alle superfici plastiche (2). La caratterizzazione dell&amp;rsquo;immunofenotipo delle CB-MSCs ha permesso di identificarne (i) la positivit&amp;agrave; verso markers superficiali quali: CD105, CD73, CD106, CD54, CD44, CD90, CD29, STRO-1e (ii) la negativit&amp;agrave; per i markers CD14, CD34, CD45.&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/67/Default.aspx</link>
               <pubDate>Tue, 27 Sep 2011 20:20:57 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Uso eterologo ed uso autologo delle cellule staminali</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per &amp;ldquo;uso eterologo&amp;rdquo; si intende il trapianto di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali&lt;/a&gt; in un soggetto (detto ricevente) che risulta differente dal donatore delle stesse. Tale tipo di trapianto richiede l&amp;rsquo;esecuzione, prima del trapianto, di un processo di eliminazione del sistema immunitario del ricevente al fine di minimizzare i rischi di attacco immunitario delle cellule del ricevente verso le staminali trapiantate del donatore, processo che renderebbe inutile il trapianto portando al rigetto delle staminali trapiantate. Questo processo di eliminazione del sistema immune nel ricevente &amp;egrave; definito come mieloablazione e, a causa della sua tossicit&amp;agrave;, induce nel paziente effetti collaterali quali ad esempio nausea, vomito, diarrea, neuropatie, nonche&amp;rsquo; predisposizione alle infezioni e ai tumori (1). Si ricorre al trapianto eterologo qualora il paziente soffra di malattie per lo pi&amp;ugrave; emato-oncologiche (talassemia, linfomi, leucemie, sarcomi, etc) o comunque gravi. La realizzazione di un trapianto eterologo &amp;egrave; vincolata alla compatibilit&amp;agrave; fra donatore e ricevente. Gli esami di tipizzazione consentono di determinare il livello di istocompatibilit&amp;agrave; ospite-donatore valutando il matching degli antigeni del sistema HLA (Human Leucocyte Antigens) tra i due soggetti. Il livello di compatibilit&amp;agrave; HLA &amp;egrave; determinante nell&amp;rsquo;insorgenza del fenomeno di rigetto delle staminali trapiantate e per evitare questo i pazienti devono assumere farmaci immunosoppressivi in maniera tale da minimizzare una eventuale risposta immunitaria verso la fonte cellulare trapiantata.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/68/Default.aspx</link>
               <pubDate>Tue, 27 Sep 2011 19:14:05 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Uso clinico autologo delle cellule staminali da cordone ombelicale in malattie onco-ematologiche</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Patologie quali anemia aplastica severa e leucemia linfoblastica acuta richiedono interventi terapeutici basati su trapianti eterologhi di midollo osseo. La reperibilit&amp;agrave; di un donatore compatibile spesso inficia, o rallenta, l&amp;rsquo;esecuzione della terapia stessa. Riveste di conseguenza particolare interesse l&amp;rsquo;applicazione autologa di cellule staminali cordonali. Nel 2004 viene riportato il primo caso di un bambino affetto da anemia aplastica severa, causata da trapianto di fegato (il 28% dei trapianti ortopici di fegato portano a sviluppo di questa forma anemica) sottoposto a trapianto autologo di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt;&lt;sup&gt; &lt;/sup&gt;(1). A tre anni dal trapianto il paziente ha dimostrato completa remissione della patologia esibendo livelli normali di cellule ematiche. Similmente nel 2007 viene segnalato il primo caso di trasfusione autologa di cellule cordonali in una bambina di 3 anni affetta da leucemia linfoblastica acuta&lt;sup&gt; &lt;/sup&gt;(2). Il trapianto non ha indotto infezioni, complicanze o reazioni immunitarie (quali GVHD) e l&amp;rsquo;esame del midollo osseo ha rivelato, ad un anno dal trapianto, livelli normali di ematopoiesi. A 24 mesi dal trapianto la bambina non ha mostrato segni di ricaduta. Gli esiti positivi di entrambi i trapianti, anemia aplastica severa e leucemia linfoblastica acuta, indicano implicitamente la necessit&amp;agrave; di sviluppo di nuovi trials clinici volti alla correzione pre-trapianto di possibili anomalie genetiche patologiche nelle cellule staminali cordonali, ampliandone in questo modo il range applicativo autologo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/69/Default.aspx</link>
               <pubDate>Tue, 27 Sep 2011 19:08:43 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Uso clinico autologo delle cellule staminali da cordone ombelicale in malattie endocrine</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&amp;rsquo;incidenza del diabete di tipo 1 (o giovanile) e&amp;rsquo; di 1 ogni 1000 bambini nati. Il diabete tipo 1 causa una distruzione delle cellule nelle insule pancreatiche responsabili della produzione di insulina e la malattia e&amp;rsquo; associata ad una serie di complicanze quali malattie cardiache, vascolari, renali e periferiche. Uno studio clinico di fase I, eseguito in Florida su 23 bambini affetti da diabete di tipo 1, ha rivelato che la somministrazione di &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali da cordone ombelicale autologhe&lt;/a&gt; induce un miglioramento nella gestione e nel controllo del glucosio nel sangue e resetta la risposta autoimmunitaria aberrante&lt;sup&gt; &lt;/sup&gt;(1). &amp;Eacute; attualmente in corso la fase II di tale studio con l&amp;rsquo;obiettivo di verificare se l&amp;rsquo;infusione intravenosa di cellule staminali cordonali autologhe, seguita da 1 anno di somministrazione giornaliera di vitamina D ed Omega 3, preserva la funzionalit&amp;agrave; delle beta cellule in bambini affetti da diabete di tipo 1. In aggiunta, presso il &amp;ldquo;Forschergruppe Diabetes der Technischen Universit&amp;auml;t&amp;rdquo; (Monaco, Germania) &amp;egrave; in corso un trial clinico con lo scopo, mediante trasfusione di cellule cordonali autologhe in bambini affetti da diabete di tipo I, di rigenerare le isole pancreatiche producenti insulina. Un ulteriore obiettivo di questo trial &amp;egrave; quello di monitorare la migrazione delle cellule trasfuse e di studiare i potenziali cambiamenti, metabolici ed immunitari, coinvolti nella rigenerazione delle insule.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/70/Default.aspx</link>
               <pubDate>Tue, 27 Sep 2011 19:00:18 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Uso clinico autologo delle cellule staminali da cordone ombelicale in malattie neurologiche</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le patologie neurologiche sono la terza causa di morte nel mondo. Trials clinici sono stati definiti per valutare l&amp;rsquo;abilit&amp;agrave; delle cellule staminali adulte e cordonali nella rigenerazione di tessuto nervoso danneggiato. &amp;Eacute; in corso un trial clinico per valutare l&amp;rsquo;efficacia dell&amp;rsquo;infusione di cellule staminali autologhe in bambini affetti da encefalopatia ischemica di entit&amp;agrave; moderata o severa. Lo studio prevede fino a 4 infusioni di staminali cordonali autologhe (conservate sia in banche pubbliche che private) in dipendenza dalla quantit&amp;agrave; di cellule cordonali disponibili, con una dose fissata in 5x10&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt; cellule/kg. Sono in aggiunta in corso due trials clinici con il fine di valutare l&amp;rsquo;efficacia terapeutica delle cellule staminali cordonali autologhe nella cura della paralisi cerebrale. In particolare si segnala uno studio pilota in cui 184 bambini affetti da disordini neurologici, fra i quali paralisi cerebrale (n=140) e idrocefalo congenito (n=23), sono stati infusi con &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; autologhe. I risultati preliminari indicano l&amp;rsquo;assenza di fenomeni avversi (reazioni autoimmunitarie, infezioni, tumori) correlati con la fonte cellulare trapiantata&lt;sup&gt; &lt;/sup&gt;(1) dimostrando chiaramente la sicurezza di un trapianto autologo di staminali cordonali. Infine, presso il Children&#39;s Memorial Hermann Hospital (Houston) e&amp;rsquo; in corso un trial clinico nel quale pazienti di et&amp;agrave; compresa fra i 18 mesi ed i 17 anni affetti da danno cerebrale traumatico sono sottoposti a trapianto autologo di cellule staminali cordonali. Tale trial deriva dall&amp;rsquo;evidenza preclinica che le cellule staminali cordonali sono in grado di ridur</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/71/Default.aspx</link>
               <pubDate>Tue, 27 Sep 2011 18:30:28 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Espansione di cellule CD34 cocoltivate con staminali mesenchimali a bassa concentrazione di ossigeno</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sperimentale &amp;egrave; stato verificato se la co-cultura di cellule staminali ematopoietiche (CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;)&amp;nbsp;con cellule staminali mesenchimali a basse concentrazioni di ossigeno, favorisce il mantenimento e l&#39;espansione &lt;em&gt;ex vivo&lt;/em&gt;&amp;nbsp;delle staminali ematopoietiche stesse. In particolare, &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt;&amp;nbsp;CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;&amp;nbsp;sono state co-coltivate in presenza/assenza di staminali mesenchimali a differenti concentrazioni di ossigeno (20, 5 e 1.5%). I risultati ottenuti, hanno mostrato che la co-cultura delle cellule CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;&amp;nbsp;a basse concentrazioni di ossigeno ha sia dato luogo ad un tasso di espansione simile a quanto ottenuto mediante coltura classica a 20% di ossigeno, sia ha determinato una miglior espansione di cellule progenitrici (pre- colony forming cells) e di SRC (Scid Repopulating Cells). In conclusione, la co-cultura a bassa concentrazioni di ossigeno induce l&#39;espansione non solo di cellule progenitrici, ma anche di cellule ematopoietiche e, inoltre, i risultati indicano nell&#39;ossigenazione un importante ruolo di regolazione fisiologica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jcp.23019/abstract?elq=db648c01b69942dfa7b6a57bb78ed65f&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Journal of Cellular Phisiology&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/86/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 12:20:30 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Espansione di cellule staminali da cordone ombelicale in assenza di citochine</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cellule staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; possono essere espanse &lt;em&gt;ex vivo&lt;/em&gt;&amp;nbsp;in sospensioni liquide mediante l&#39;impiego di citochine le quali, per&amp;ograve;, spesso inducono un differenziamento indesiderato delle cellule. In questa ricerca sperimentale, &amp;egrave; stato proposto l&#39;utilizzo di un sistema poroso tridimensionale (scaffold) per la coltura ed espansione a lungo termine di cellule staminali cordonali in assenza di citochine. In particolare sono stati sviluppati due tipi di scaffold, uno costituito da&amp;nbsp;poly (d,l-lactide-co-glycolide) (PLGA) e l&#39;altro da poliuretano (PU). Quest&#39;ultimo scaffold ha esibito un maggior tasso di espansione, con un aumento del numero cellulare pari a 54 volte. A seguito dell&#39;espansione, sono state rilevate cellule progenitrici eritroidi, cellule staminali/progenitrici ematopoietiche, cellule mieloidi&amp;nbsp;CD38&lt;sup style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;+&lt;/sup&gt;, MPO&lt;sup style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;+&lt;/sup&gt;&lt;span style=&quot;box-sizing: border-box;&quot;&gt;, linfociti CD8&lt;sup&gt;+ &lt;/sup&gt;e CD4&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;&amp;nbsp;e macrofagi. In aggiunta, a 4 settimane dalla coltura, &amp;egrave; stato rilevato un aumento nel numero di BFU-E&amp;nbsp;&lt;/span&gt;(unit&amp;agrave; formanti colonie eritroidi,&amp;nbsp;burst-forming units-Erythroid)&amp;nbsp;e di CFU-GM (unit&amp;agrave; formanti colonie di granulociti/macrofagi). In conclusione, il sistema di espansione descritto risulta essere particolarmente interessante per lo sviluppo di nuove terapie ed applicazioni ex vivo delle cellule staminali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21908041&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Biomaterials&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/87/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 16:49:11 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Differenziamento/espansione in vitro di staminali CD34+ in cellule progenitrici endoteliali precoci</title>
            <description>&lt;p style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Le cellule progenitrici endoteliali (EPCs), sono una popolazione cellulare presente nel midollo osseo, nel sangue periferico e nel sangue cordonale. Tali cellule vengono distinte da altri tipi cellulari grazie all&amp;rsquo;espressione di un numero limitato di markers di superficie o tramite alcuni saggi funzionali; la loro caratterizzazione &lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt;, tuttavia, &amp;egrave; spesso limitata dallo scarso numero di EPCs circolanti. Mediante espansione &lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt;, sono state definite due diversi sottotipi di EPCs: precoci e tardive. In questo studio sperimentale, viene riportato un nuovo protocollo per l&amp;rsquo;ottenimento ed espansione &lt;em&gt;in vitro &lt;/em&gt;di EPCs precoci da cellule staminali ematopoietiche CD34+ ottenute dal sangue del&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt;. Sperimentalmente, tale procedura ha determinato un aumento, pari a 48 volte, del numero di EPCs presenti inizialmente in coltura. Le cellule ottenute, inoltre, hanno mostrato sia l&amp;rsquo;espressione di VEGFR-2, CD18, CD61, e CD144, sia la capacit&amp;agrave; di uptake di LDL acetilate e di legare la Lectina ulex. Quando co-coltivate con cellule endoteliali mature, le EPCs precoci hanno esibito la capacit&amp;agrave; di stimolare la formazione di tubuli endoteliali e di originare unit&amp;agrave; formanti colonie (&lt;a href=&quot;http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/itemid/85/amid/441/differenziamentoespansione-in-vitro-di-staminali-cd34-in-cellule-progenitrici-e.aspx&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;continua&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/85/Default.aspx</link>
               <pubDate>Tue, 04 Oct 2011 17:07:31 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Confronto tra deplezione plasmatica e riduzione eritrocitaria nel processamento del sangue cordonale</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La dose cellulare &amp;egrave; uno di quei fattori che potenzialmente limita l&amp;rsquo;impiego clinico delle cellule staminali da cordone ombelicale nell&amp;rsquo;adulto.&amp;nbsp; La riduzione/deplezione cellulare (PDR) &amp;egrave; una tecnica di processamento che consente di rendere minima la perdita di cellule nucleate. In questo studio, &amp;egrave; stata confrontata la capacit&amp;agrave; di recupero di cellule nucleate, di unit&amp;agrave; formanti colonie, di cellule staminali simil-embrionali e di cellule CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt; in campioni sottoposti a PDR o a riduzione eritrocitaria. Il confronto, ha evidenziato un recupero cellulare significativamente maggiore a seguito di PDR. Conseguentemente, il processamento PDR massimizza l&amp;rsquo;efficacia della conservazione entro un &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;banca del cordone ombelicale&lt;/a&gt; delle staminali cordonali.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21867465&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cytotherapy&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/83/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 16:55:34 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Nuova tecnica di separazione per immunoaffinità di staminali ematopoietiche da sangue cordonale</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questa ricerca sperimentale, viene riportata una nuova tecnica, basata su partizionamento bifasico per immunoaffinit&amp;agrave; in ambiente acquoso, per la separazione e purificazione di staminali/progenitrici CD34&lt;sup&gt;+ &lt;/sup&gt;ottenute da sangue del cordone ombelicale non processato. Il sistema di separazione descritto, risulta essere composto da una fase contenente glicole polietilenico (PEG), deputata al recupero delle cellule CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;, ed una seconda fase ricca in destrano destinata alla raccolta delle cellule contaminanti (non CD34). Mediante questo sistema di selezione cellulare, gli Autori riportano un recupero di staminali CD34&lt;sup&gt;+ &lt;/sup&gt;pari al 95% raggiungendo un &amp;nbsp;fattore di purificazione pari a 245. Ne consegue che il sistema descritto risulta essere di particolare importanza, dal punto di vista dell&amp;rsquo;applicazione clinica, per l&amp;rsquo;isolamento di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali&lt;/a&gt; ematopoietiche.&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21858668&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Biotechnology Letters&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/84/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 16:55:02 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Stabilità a lungo termine della funzione polmonare dopo trapianto di staminali del cordone</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le disfunzioni polmonari a seguito di trapianto preceduto da mieloablazione sono ben descritte nel caso di trapianti convenzionali da donatore allogenico. In questo studio &amp;egrave; stato valutato se il rischio &amp;egrave; simile a seguito di infusione di cellule &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt;. In particolare, &amp;egrave; stata valutata la funzionalit&amp;agrave; polmonare prima del trapianto e 80 giorni, 1 anno e 2 anni dopo il trapianto in 56 pazienti sottoposti ad infusione di due unit&amp;agrave; di sangue del cordone ombelicale dopo mieloablazione. I risultati ottenuti mostrano che il tasso di declino della funzione polmonare rispetto ai valori basaili era inferiore al 5% nel 75% dei pazienti e, inoltre, &amp;egrave; stata osservata una lieve alterazione della funzione polmonare nel 58% dei pazienti. Infine &amp;egrave; stata rilevata una incidenza cumulativa di infezioni non polmonari pari al 9.7%.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.bbmt.org/article/S1083-8791(11)00341-7/abstract?elq=8f15287248f34a5b92899b2ef7e395d2&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Biology of Bone and Marrow Transplantation&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/81/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 16:56:25 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Trapianto con successo di staminali cordonali in bambini affetti da adrenoleucodistrofia cerebrale</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;adrenoleucodistrofia (ALD) cerebrale infantile &amp;egrave; una patologia neurodegenerativa progressiva per la quale l&#39;unico intervento curativo &amp;egrave; rappresentato dal trapianto di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali&lt;/a&gt; ematopoietiche nelle fasi precoci della malattia. In questo articolo vengono riportati gli esiti clinici di due bambini, di 7 e 6 anni rispettivamente, affetti da ALD e sottoposti ad infusione di cellule staminali da cordone ombelicale dopo un regime di condizionamento a ridotta intensit&amp;agrave;. In entrambi i pazienti, &amp;egrave; stato osservato un celere e stabile attecchimento delle cellule trapiantate e l&#39;assenza di complicazioni severe associate al trattamento. A distanza di 20 e 13 mesi dal trapianto, i pazienti hanno mostrato stabilit&amp;agrave; neurologica. I risultati ottenuti indicano che il trapianto di cellule staminali da cordone ombelicale in pazienti affetti da ALD cerebrale sia in stadio avanzato che precoce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21834803&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Pediatric Transplantation&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/82/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 16:55:52 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Staminali da cordone ombelicale attenuano il danno polmonare indotto da E. Coli in modello murino</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sperimentale, mediante l&#39;utilizzo di un modello murino, &amp;egrave; stato verificato&amp;nbsp;se la somministrazione intratecale di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali&lt;/a&gt; mesenchimali da cordone ombelicale umano (hCB-MSCs) &amp;egrave; in grado di attenuare il danno polmonare acuto indotto da Escherichia Coli. A seguito del trapianto, &amp;egrave; stato rilevato un miglioramento nella sopravvivenza nonch&amp;egrave; un&#39;attenuazione sia del danno che dell&#39;infiammazione polmonare nei topi trattati. In aggiunta, a 3 giorni dall&#39;induzione del danno, il trapianto di hCB-MSCs ha determinato sia una attenuazione del profilo di citochine infiammatorie, sia una riduzione dell&#39;elevato contenuto di acqua a livello polmonare. Infine, a 7 giorni dalla lesione, a seguito del trattamento &amp;egrave; stata rilevata una riduzione&amp;nbsp;della&amp;nbsp;presenza batterica sia nel sangue che a livello&amp;nbsp;bronco-alveolare. &amp;nbsp;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21843339&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Respiratory research&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/80/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 16:56:47 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Infusione di cellule staminali per il trattamento della malattia occlusiva arteriosa</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questa ricerca, &amp;egrave; stata valutata la sicurezza (mediante trapianto in 20 pazienti) e l&#39;efficacia (utilizzando come modello animale 7 cani) della somministrazione di cellule mononucleate da sangue cordonale nel trattamento della sindrome di Buerger. Per quel che riguarda il primo aspetto, ovvero la sicurezza, il post trapianto ha evidenziato l&#39;assenza di complicanze, sia cardiache che cerebrali, associate alla fonte cellulare infusa nonch&amp;eacute; la non comparsa di manifestazioni immunitarie (GvHD) dipendenti dal trapianto. L&#39;infusione delle &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; nel modello animale ha indotto un miglioramento nella vascolarizzazione nonch&amp;egrave; un incremento nel livello di espressione di geni e fattori angiogenici. Questo studio, da un lato, evidenzia la sicurezza della somministrazione di CB-MNCs come approccio terapeutico per il trattamento di forme ischemiche ma, dall&#39;altro, risultano essere necessari ulteriori approfondimenti allo scopo di determinare la sicurezza e l&#39;efficacia del trattamento nel lungo termine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21764609&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;European Journal of Vascular and Endovascular Surgery&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/78/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 16:57:46 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Staminali mesenchimali da cordone ombelicale proteggono il cervello dopo trauma in un modello murino</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questa ricerca sperimentale &amp;egrave; stata verificata, in un modello murino di trauma cerebrale, la capacit&amp;agrave; delle cellule staminali mesenchimali da cordone ombelicale umano (hCB-MSCs) di: (1) ridurre le conseguenze post-traumatiche, (2) migrare nell&amp;rsquo;area danneggiata e (3) indurre mutamenti clinicamente rilevanti nel sito in cui sono state immesse. A distanza di 24 ore dall&amp;rsquo;induzione artificiale del trauma cerebrale, le &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; hanno determinato, negli animali sottoposti a trapianto, un miglioramento precoce e duraturo nelle capacit&amp;agrave; senso-motorie. Ad un mese dall&amp;rsquo;induzione del danno, gli animali trattati hanno esibito sia una riduzione del deficit dell&amp;rsquo;apprendimento sia una riduzione, in termini di estensione, dell&amp;rsquo;area cerebrale danneggiata. Le hCB-MSCs, a sette giorni dalla comparsa del danno, hanno esibito l&amp;rsquo;abilit&amp;agrave; di migrare nel sito leso, sopravvivendo in questo fino a 5 settimane. In aggiunta, la somministrazione di hCB-MSCs ha determinato, dopo tre giorni dall&amp;rsquo;induzione del trauma, un incremento nella quantit&amp;agrave; di fattori neurotrofici nel sito leso e, dopo sette giorni, ha promosso una attivazione non-fagocitica della microglia. A 35 giorni dall&amp;rsquo;induzione del trauma, &amp;egrave; stata osservata una minor presenza di cicatrici gliali attorno all&amp;rsquo;area cerebrale danneggiata in topi trattati con hCB-MSCs rispetto a topi non trattati. Le hCB-MSCs risultano quindi in grado di indurre miglioramenti neurologici responsabili della riduzione delle conseguenze di traumi cerebrali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21725237&quot;&gt;Critical Care Medicine&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/79/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:08:42 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Staminali multipotenti con capacità neurogeniche nel sangue del cordone ombelicale</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel sangue del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; sono presenti cellule staminali in grado di differenziare verso lineaggi neuronali. Sebbene questa popolazione di staminali sia stata riconosciuta come multipotente e di lineaggio negativo, ad oggi non sono ancor bene definite le capacit&amp;agrave; neurogeniche che la caratterizzano. In questa ricerca sperimentale, confrontando 5 metodiche per il processamento del sangue del cordone ombelicale (Prepacyte-SC, Hetastarch, Sepax, deplezione plasmatica e greadiente di densit&amp;agrave;) &amp;egrave; emerso che campioni ematici processati tramite la tecnologia Sepax hanno al loro interno una quantit&amp;agrave; di cellule multipotenti 10 volte superiore maggiore rispetto a campioni ematici processati con le altre metodiche. In aggiunta, staminali multipotenti isolate dal sangue cordonale possono essere indotte a differenziare, &lt;em&gt;in vivo&lt;/em&gt;, in cellule di linea neuronale. &amp;eacute; interessante riportare che, durante questo processo di differenziazione, sono stati riconosciuti cambiamenti, sia a livello molecolare che a livello cellulare, tipicamente associati agli eventi di neurogenesi osservati &lt;em&gt;in vivo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21732816&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Stem cells and development&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/73/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:02:30 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Attività cardioprotettiva migliorata in cellule staminali da cordone ombelicale CD34 positive</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;inibizione dell&#39;enzima istone deacetilasi (HDAC) in cellule staminali ematopoietiche determina in queste un miglioramento nella capacit&amp;agrave; di self-renewal e ne inibisce le capacit&amp;agrave; differenziative dopo stimolazione mitogenica. In questa ricerca sperimentale, &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;, quando trattate con acido valproico (come inibitore di HDAC), hanno esibito mutamenti fenotipici associati ad un miglioramento dell&#39;attivit&amp;agrave; cardioprotettiva quando somministrate in un modello murino di infarto miocardico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0022158&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Plos One&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/74/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:02:04 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Positivo trapianto di staminali ematopoietiche in pazienti affetti da immunodeficienza GATA2-relata</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio clinico, &amp;egrave; stata valutata l&#39;efficacia del trapianto di cellule staminali ematopoietiche in 6 pazienti affetti da immunodeficienza causata da una mutazione nel gene GATA2. In particolare, le cellule staminali utilizzate sono state ottenute da sangue periferico e da sangue del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt;. A seguito del trattamento, i pazienti hanno esibito una ricostituzione del sistema immunitario con ripristino delle popolazioni di monociti, cellule B e cellule natural killer. Tuttavia sono state riscontrate reazioni avverse a seguito del trapianto quali ritardo nell&#39;attecchimeto e comparsa della malattia del trapianto contro l&#39;ospite (GvHD).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://bloodjournal.hematologylibrary.org/content/early/2011/08/03/blood-2011-06-365049.abstract?elq=530b141ed01b4a54a8d253c15b33e9b9&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Blood&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/75/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:01:42 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>L'angiogenesi dipendente da progenitrici endoteliali richiede la presenza di uPAR entro le caveolae</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il recettore dell&#39;attivatore del plasminogeno di tipo urochinasi (uPAR) si pensa abbia una azione regolatoria nell&#39;angiogenesi. In questo studio sperimentale &amp;egrave; stato valutato l&#39;effetto pro-angiogenico di&amp;nbsp;uPAR presente in cellule progenitrici endoteliali del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; (CB-EPCs). Dai risultati &amp;egrave; emerso che le&amp;nbsp;propriet&amp;agrave;&amp;nbsp;angiogeniche delle CB-EPCs dipendono dall&#39;integrit&amp;agrave; di particolari invaginazioni della membrana plasmatica (caveolae) e dalla presenza nelle stesse di uPAR. L&#39;inibizione di uPAR ha determinato la distruzione di tali invaginazioni mentre, VEGF, ha promosso l&#39;accumulo di uPAR. In questo studio gli Autori hanno inoltre dimostrato che la fosforilazione di ERK VEGF dipendente, necessit&amp;agrave; sia dell&#39;integrit&amp;agrave; delle caveolae che della presenza nelle stesse di uPAR. L&#39;attivit&amp;agrave; di VEGF dipende dalla soppressione della produzione di MMP12 &amp;nbsp;in cellule endotelial formanti colonie. In accordo con questo, l&#39;over espressione di MMP12 in tali cellule, ne ha inibito la capacit&amp;agrave; di promuovere la vascolarizzazione. In conclusione, secondo gli Autori, questi risultati indicano che l&#39;homing intra-tumorale di cellule endoteliali formanti colonie, opportunamente ingegnerizzate al fine di indurre nelle stesse over espressione di MMP12, potrebbe essere uno strumento per il controllo delle attivit&amp;agrave; uPAR-dipendenti necessarie per l&#39;angiogenesi tumorale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/ctl/Edit/mid/441/530b141ed01b4a54a8d253c15b33e9b9&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Blood&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span&gt;&lt;/span&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/76/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:01:21 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Generazione di staminali pluripotenti indotte mediante vettori virali Sendai temperatura sensibili</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sperimentale, sono state generate cellule staminali pluripotenti indotte (iPSCs) utilizzando un vettore basato su virus Sendai, modificato in maniera tale da essere sensibile a definite temperature. Mediante questo vettore, sono state ottenute iPSCs da fibroblasti umani e da &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;. In particolare, l&#39;esposizione delle colture cellulari a temperature non permissive per il vettore, ha consentito l&#39;eliminazione dei geni virali. Le iPSCs ottenute hanno mostrato caratteristiche di pluripotenza e l&#39;espressione di markers tipicamente embrionali.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pnas.org/content/early/2011/08/04/1103509108.abstract?sid=a72ceaa9-c855-4df2-a360-ca8a9389a058&amp;amp;elq=134721bb21354c34849d622dda341f1f&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;PNAS&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/77/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:00:51 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Un mix di fattori di crescita potenzia la capacità angiogenica di cellule mononucleate cordonali</title>
            <description>&lt;p style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;L&amp;rsquo;esito del trapianto di cellule staminali &amp;egrave; inficiato sia dall&amp;rsquo;attecchimento che dal numero di cellule infuse. In questa ricerca sperimentale, cellule mononucleate da sangue del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; umano (hCB-MNCs), a seguito di coltura &lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt; in un medium contenente un mix di fattori di crescita (EGF, FGF, Flt-3L, IGF-1, e TPO), hanno mostrato un miglioramento nella capacit&amp;agrave; di proliferare. Tale metodica di coltura si &amp;egrave; dimostrata inoltre efficace sia nel favorire la differenziazione delle hCB-MNCs in cellule simil-progenitrici sia nell&amp;rsquo;indurre una maggior &amp;nbsp;produzione, rispetto alle hCB-MNCs di controllo (ossia non trattate) di fattori anti-apoptotici angiogenici ed arteriogenici. La somministrazione di hCB-MNCs, coltivate come precedentemente descritto, in un modello animale di ischemia agli arti posteriori ha determinato un miglioramento dell&amp;rsquo;ischemia favorendo il rilascio, nelle aree tissutali danneggiate, di fattori angiogenici, evitando, conseguentemente, la perdita degli arti. &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21782826&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Journal of molecular and cellular cardiology&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/72/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:02:55 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Le staminali del cordone ombelicale e il rischio di rigetto</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Con &amp;ldquo;uso autologo&amp;rdquo; si intende il trapianto di cellule staminali in cui il soggetto donatore coincide con il ricevente. Tale utilizzo non genera alcun problema di compatibilit&amp;agrave; in quanto le cellule trapiantate vengono riconosciute come &amp;ldquo;self&amp;rdquo; dal sistema immunitario dell&amp;rsquo;ospite senza quindi dare adito a fenomeni di rigetto. In riferimento alla somministrazione allogenica delle &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt;, riveste particolare importanza importanza terapeutica la constatazione che tali cellule esprimono a bassi livelli gli antigeni del sistema HLA I e non esprimono quelli del HLA II (ed annesse molecole costimolatorie) (1). Questo assetto causa una maggior tollerabilit&amp;agrave; delle staminali cordonali in trapianti allogenici rispetto all&amp;rsquo;utilizzo di altre fonti cellulari, come ad esempio midollo osseo. La minimizzazione delle conseguenze post trapianto (rigetto e malattia del trapianto contro l&amp;rsquo;ospite, GVHD) &amp;egrave; ulteriormente agevolata dalla presenza di cellule T regolatorie presenti nel sangue del cordone ombelicale in grado di modulare la risposta immunitaria verso alloantigeni (2; 3).&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/66/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 11:31:26 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Esistono controindicazioni all’uso delle staminali cordonali?</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le principali controindicazioni che spesso vengono evidenziate in relazione all&amp;rsquo;uso delle cellule staminali cordonali sono relative alla loro criopreservazione ed alla possibile trasmissione da parte delle stesse di potenziali anomalie leucemiche o difetti genetici. Per quanto concerne la criopreservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale, sino al 2003 si riteneva fosse possibile crioconservare tali cellule fino a 15 anni senza alterarne la vitalit&amp;agrave; (1). Un recente studio condotto da Broxmeyer et al, dimostra che &amp;egrave; possibile criopreservare le cellule staminali cordonali per almeno 24 anni senza alterarne ne la vitalit&amp;agrave; ne la capacit&amp;agrave; proliferativa. In aggiunta, in un test sperimentale, cellule staminali cordonali umane conservate per oltre 20 anni hanno dimostrato la capacit&amp;agrave; di ripopolare il midollo osseo quando trapiantate in un modello murino e, di estrema importanza, le stesse cellule, raccolte dopo sei mesi dal trapianto, sono state in grado di ripopolare il midollo di un secondo animale (2).&amp;nbsp;In merito alla possibile trasmissione di precursori leucemici, &amp;egrave; chiaro che nel caso in cui un bambino sviluppi una forma leucemica, l&amp;rsquo;uso autologo delle &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; come mezzo terapeutico per la cura della forma leucemica non &amp;egrave; possibile, cosi come non e&amp;rsquo; possibile nemmeno l&amp;rsquo;uso di qualsiasi altro auto trapianto (es: midollo) in quanto qualsiasi staminale conterra&amp;rsquo; verosimilmente progenitori leucemici. In relazione alla possibilit&amp;agrave; di trasmissione di difetti genetici, qual&amp;rsquo;ora il paziente risultasse ad esempio essere portatore di anomalie geniche relative al quadro ematologico&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/62/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 12:02:18 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Quale è la probabilita’ di usare le proprie cellule staminali da cordone ombelicale?</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La probabilit&amp;agrave; di utilizzare la proprie cellule staminali da &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; (CB-SCs) &amp;egrave; pari ad 1:200 (0.25%) (1). Questo valore indica la probabilit&amp;agrave;, entro i 70 anni di et&amp;agrave;, di necessitare di un trapianto autologo CB-SCs. Tale risultato evidenzia che con il procedere degli anni la necessit&amp;agrave; di un trapianto autologo di CB-SCs aumenta. La medesima probabilit&amp;agrave; infatti a 20 anni &amp;egrave; stimata in 0.04% e a 40 anni 0.10% (1).&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Bibliografia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;1. Nietfeld JJ, Pasquini MC, Logan BR, Verter F, Horowitz MM: On the probability of using cord blood. &lt;em&gt;Biol Blood Marrow Transplant&lt;/em&gt; 14:724-725, 2008&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/63/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 11:58:10 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Alti livelli delle chemochine CCL17 e CCL22 e sviluppo di allergia</title>
            <description>&lt;p style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Alti livelli della chemochina CCL22 associata a linfociti T-helper (Th2), sono correlati allo sviluppo di allergie nei primi due anni di vita. In questo studio &amp;egrave; stato valutato se i livelli di chemochine associate a Th1 e Th2 nel sangue del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt;, sono correlati allo sviluppo di allergie nei primi 6 anni di vita. In particolare, i livelli di citochine, chemochine e di immunoglobulina-E sono stati valutati in 56 bambini di cui 20 nati da madri con manifestazioni allergiche (rinocongiuntiviti, asma, dermatite atopica) e 30 da madri sane. In aggiunta, il livello totale di IgE ed il livello di anticorpi allergene-IgE specifici, sono stati quantificati a 6, 12, 24 mesi ed a 6 annni di et&amp;agrave;. Elevati livelli di chemochina CCL22 nel sangue cordonale sono stati associati all&amp;rsquo;induzione della sensibilizzazione allergica e dell&amp;rsquo;asma mentre, alti livelli di CCL17, sono stati correlati con lo sviluppo di sintomi allergici (fra i quali l&amp;rsquo;asma). Nel sangue cordonale dei bambini sensibilizzati e presentanti sintomi allergici, sono state rilevate, rispetto ai bambini non sensibilizzati che non manifestavano sintomi allergici, sia maggiori quantit&amp;agrave; di chemochine CCL17 e CCL22, sia rapporti pi&amp;ugrave; elevati tra queste due chemochine Th2-associate e la chemochina Th1-associata CXCL10. In conclusione, una intensa variazione alla nascita di linfociti Th2, conseguente ad alti livelli nel sangue cordonale di CCL17 e CCL22, nonch&amp;egrave; ad un aumentato rapporto CCL22/CXCL10 e CCL17/CXCL10, potrebbe promuovere lo sviluppo di allergie durante la vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21796021&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Pediatric research&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/60/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:03:56 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Progesterone e differenziamento di cellule T fetali da sangue del cordone ombelicale</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il progesterone, un ormone, ha importanti effetti nella regolazione della risposta immunitaria. In questo studio, viene dimostrato che il progesterone induce il differenziamento di cellule T fetali da sangue del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; in cellule T regolatorie (Tregs) immuno-soppressive, la maggior parte delle quali esprimono FoxP3. In particolare, cellule Tregs FoxP3&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt; ottenute mediante esposizione a progesterone, esibiscono una maggior espressione dei markers associati alle cellule T della memoria, rispetto a Tregs FoxP3&lt;sup&gt;+ &lt;/sup&gt;ottenute senza esposizione a progesterone.&amp;nbsp; In aggiunta, le cellule presentanti l&amp;rsquo;antigene (APCs) del sangue cordonale, sono risultate essere pi&amp;ugrave; efficienti, rispetto alle APCs del sangue perifierico,&amp;nbsp; nell&amp;rsquo;induzione di cellule T FoxP3&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;. Il progesterone si &amp;egrave; dimostrato anche in grado di inibire la differenziazione di cellule CD4&lt;sup&gt;+ &lt;/sup&gt;da sangue cordonale, in cellule Th17 associate all&amp;rsquo;infiammazione.&amp;nbsp; In accordo con quanto riportato, in questo studio viene dimostrato che il progesterone favorisce l&amp;rsquo;attivazione di STAT5 in responso all&amp;rsquo;interleuchina-2, mentre sfavorisce l&amp;rsquo;attivazione di STAT3 in responso all&amp;rsquo;interleuchina-6. I risultati ottenuti con questa ricerca, identificano il ruolo del progesterone nella regolazione del differenziamento di cellule T fetali per la promozione dell&amp;rsquo;immunotolleranza.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21768398&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Journal of immunology&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/61/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:03:26 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Perdita di VSELs altamente rigenerative da cordone ombelicale e da midollo osseo durante processing</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le cellule staminali simil-embrionali (VSELs, Very Small Embryonic Like Stem cells) sono cellule pluripotenti dotate di un elevato potenziale rigenerativo. Tuttavia, tali cellule vengono probabilmente perse, a causa della loro piccola dimensione, durante le fasi di crioconservazione del sangue cordonale e di processamento del midollo osseo. In questo studio, tale affermazione &amp;egrave; stata verificata sperimentalmente analizzando sia sangue da &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; sia la frazione di globuli rossi (RBCs) scartata, dopo separazione delle cellule mononucleate, da midollo osseo umano. I risultati ottenuti, mostrano che le VSELs si depositano assieme alle RBCs durante la fase di separazione in gradiente di densit&amp;agrave; Ficol-Hypaque. Queste cellule, che risultano essere molto piccole (3-5 &amp;micro;m), esprimono Oct-4 (a livello nucleare). In aggiunta, mediante analisi immunoistochimiche, &amp;egrave; stata rilevata in sezioni di tessuto cordonale (UCT) la presenza sia di VSELs esprimenti a livello nucleare Oct-4 nonch&amp;egrave; di numerose cellule staminali mesenchimali simil-fibroblastoidi esprimenti Oct-4 a livello citoplasmatico. Complessivamente, le VSELs esprimenti Oct-4 a livello nucleare, potrebbero effettuare, durante la fase di autorinovamento, una divisione cellulare asimmetrica originando cellule staminali progenitrici. In conclusione, secondo gli Autori, &amp;egrave; possibile ritenere che le vere cellule staminali nei tessuti adulti siano le VSELs, mentre le staminali ematopoietiche e mesenchimali sono da considerarsi come cellule progenitrici derivanti dalla divisione asimmetrica delle VSELs.&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21780911&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Stem cells and development&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/58/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:04:20 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule T attivate coniugate con anticorpi bispecifici mediano una azione citotossica contro CD20+ </title>
            <description>&lt;p style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio &amp;egrave; stato verificato se cellule-T anti-CD3-attivate (ATCs) ottenute da sangue del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; (CB) possono essere espanse ed utilizzate contro tumori solidi o malattie ematologiche, dopo infusione di CB eterologo, e se le ATCs &amp;nbsp;siano in grado di ridurre l&amp;rsquo;alloresponsivit&amp;agrave;. Dopo essere state attivate con anti-CD3, cellule mononucleate del sangue cordonale&amp;nbsp; sono state espanse &lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt; in presenza di interleuchina-2. Successivamente in CBATCs coniugate con anticorpi bispecifici (CBaATCs), ovvero anti-CD3 &amp;times; anti-CD20 (CD20Bi) e anti-CD3 &amp;times; anti-Her2 (Her2Bi), &amp;egrave; stata valutata la citotossicit&amp;agrave;, la capacit&amp;agrave; di secrezione di citochine e l&amp;rsquo;alloresponsivit&amp;agrave;. Le risultanze sperimentali mostrano che, dopo 14 giorni di coltura, CBATCs ottenute da sangue cordonale congelato e non, esibiscono un espansione di 37 volte. In aggiunta, le CBATCs&amp;nbsp; mostrano la massima citotossicit&amp;agrave; dopo 8-10 giorni dal trattamento. In particolare, CBATCs coniugate con Her2Bi hanno mostrato una citotossicit&amp;agrave; media pari&amp;nbsp; 40%, mentre il medesimo valore per CBATCs coniugate con CD20Bi &amp;egrave; risultato pari al 30%. Infine le CBaATCs si sono dimostrate in grado sdi sopprimere dal 20% al 50% la responsivit&amp;agrave; ad alloantigeni quando confrontate con il responso indotto da cellule mononucleate da sangue periferico.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21745212&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Transfusion&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/54/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:04:51 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Isolamento di cellule progenitrici endoteliali CD133 positive da sangue del cordone ombelicale</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo indagine sperimentale, cellule progenitrici endoteliali CD133 positive sono state estratte da sangue del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt;. In particlare sono state ottenute due linee cellulari, HEPC-CB.1 e HEPC-CB.2, ed entrambe si sono rilevate positive per sia per markers associati alla staminalit&amp;agrave;, come CD133, CD90, CD271 e CD13, sia per markers tipici delle cellule endoteliali, come CD105, CD143, CD146, CD202b, CD309. Inoltre, entrambe le linee cellulari si sono rivelate capaci di produrre fattori angiogenici in condizioni normossiche ed ipossiche nonch&amp;eacute;, &lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt;, di generare pseudovasi seguendo una cinetica angiogenica accelerata in condizioni di ipossia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/cyto.a.21092/abstract?systemMessage=Wiley+Online+Library+will+be+disrupted+9+July+from+10-12+BST+for+monthly+maintenance&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cytometry&lt;/a&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/43/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:11:40 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Micofenolato e Tacrolimus per profilassi della GVHD dopo trapianto allogenico di staminali cordonali</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio, &amp;egrave; stata valutata la sicurezza e l&amp;rsquo;efficacia della somministrazione combinata di Micofenolato Mofetile (MMF) e Tacrolimus (FK) come strumento per la profilassi della &amp;ldquo;malattia del trapianto contro l&amp;rsquo;ospite&amp;rdquo; (GVHD). In particolare, lo studio &amp;egrave; stato condotto esaminando 29 pazienti e raffrontando gli esiti ottenuti con dati presenti in un database storico. Il gruppo di pazienti sottoposto a somministrazione combinata di FK e MMF ha mostrato un maggior tasso di attecchimento rispetto al gruppo di controllo. In aggiunta, l&amp;rsquo;incidenza cumulativa di reazioni immunitarie severe pre-trapianto &amp;egrave; risultata significativamente diminuita nel gruppo trattato con FK e MMF. Infine, nel medesimo gruppo, a 30 giorni dal trapianto non &amp;egrave; stato evidenziato alcun caso di mortalit&amp;agrave; per cause diverse dalla recidiva (NRM) mentre nel gruppo di controllo il valore di NRM &amp;egrave; risultato essere pari a 21%&amp;plusmn;1%. L&amp;rsquo;incidenza di GVHD acuta e cronica, il tasso di sopravvivenza generale e il tasso di sopravvivenza in assenza di progressione della malattia &amp;egrave; risultato essere simile tra i due gruppi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21677598&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Transplantation&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/44/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:11:27 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Espansione di cellule NK da cellule staminali ematopoietiche del cordone ombelicale</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo articolo, &amp;egrave; riportato un nuovo protocollo mediante il quale cellule Natural Killer (NK), ottenute da staminali ematopoietiche del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt;, vengono espanse &lt;em&gt;ex vivo&lt;/em&gt;. In particolare, le cellule ematopoietiche vengono &lt;em&gt;n primis &lt;/em&gt;espanse entro apposti supporti gas-permeabili ed in seguito differenziate, entro bioreattori, in cellule NK CD56&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt; CD3&lt;sup&gt;-&lt;/sup&gt;. Mediante questo protocollo, viene riportata un&amp;rsquo;espansione media di circa 2000 volte con una purezza cellulare pari al 90%. Infine, le cellule NK ottenute mostrano sia un&amp;rsquo;espressione ad alti livelli dei recettori responsabili dell&amp;rsquo;attivazione delle NK stess,e sia la capacit&amp;agrave; di esercitare un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; citolitica contro cellule leucemiche umane (cellule K562). Grazie a questo protocollo risulta quindi possibili poter generare sufficienti quantit&amp;agrave; di cellule NK per applicazioni terapeutiche nell&amp;rsquo;ambito di immmunoterapie adottive.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0020740&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;PLoS One&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/45/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:11:13 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Alterata attività angiogenica in cellule progenitrici endoteliali in neonati prematuri di basso peso</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio, confrontando dati relativi a 25 neonati prematuri e a 25 bambini nati a termine, &amp;egrave; stato valutato se il basso peso alla nascita altera le propriet&amp;agrave; angiogeniche delle cellule endoteliali formanti colonie presenti nel sangue del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt;. &amp;nbsp;I risultati ottenuti indicano che il basso peso alla nascit&amp;agrave; diminuisce la capacit&amp;agrave; sia di formare colonie, che di migrare e proliferare, di tali cellule. In aggiunta, l&amp;rsquo;analisi del profilo genetico delle cellule endoteliali formanti colonie, isolate dal sangue cordonali dei bambini prematuri, ha evidenziato un&amp;rsquo;elevata espressione di geni anti-angiogenici, come ad esempio Trombospondina-1 (THBS1). Tuttavia, il silenziamento di THBS1 &amp;nbsp;ha ripristinato le propriet&amp;agrave; angiogeniche di tali cellule aumentanto la fosforilazione AKT.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://bloodjournal.hematologylibrary.org/content/early/2011/06/09/blood-2010-12-325142.abstract&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Blood&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/46/Default.aspx</link>
               <pubDate>Tue, 04 Oct 2011 11:42:16 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Staminali mesenchimali del cordone ombelicale contro il danno polmonare </title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo modello sperimentale &amp;egrave; stata valuta l&amp;rsquo;efficacia della somministrazione di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali&lt;/a&gt; mesenchimali da cordone ombelicale in un modello murino di danno polmonare acuto. Il trapianto , negli animali sottoposti a trattamento, ha indotto sia un significativo incremento nel numero di cellule T regolatorie CD4&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;CD25&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt; Foxp3&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;, ma ha anche determinato sia una aumentata secrezione di interleuchina-10 con attivit&amp;agrave; antiinfiammatoria sia una diminuita espressione di molecole pro-infiammatorie, come TNF-&amp;alpha; ed interferone. Questi risultati indicano che la somministrazione di cellule staminali mesenchimali da cordone ombelicale determina un aumento, a livello alveolare, della quantit&amp;agrave; di cellule T regolatorie cordonali portando ad un incremento &amp;nbsp;dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; anti-infiammatoria.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://content.karger.com/produktedb/produkte.asp?DOI=000329980&amp;amp;typ=pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cellular physiology and biochemistry&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/47/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:10:41 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Il fattore KGF aumenta la ricostituzione immunitaria dopo allotrapianto  di staminali cordonali</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Regimi di condizionamento mieloablativi pre-trapianto allogenico, determinano &amp;nbsp;un danno verso le cellule epiteliali timiche nonch&amp;egrave; immunodeficienza di cellule T. In modelli sperimentali murini, &amp;egrave; stato dimostrato che il fattore di crescita dei cheratinociti (KGF) promuove il ripristino dell&amp;rsquo;epitelio timico quando somministrato negli animali prima che questi venissero sottoposti ad un condizionamento TBI (Total Body Irradiation). In questo studio sperimentale, &amp;egrave; stato verificato se la somministrazione pre-trapianto di KGF favorisce la timopoiesi dopo trapianto allogenico di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; utilizzando, inoltre, un concentrato piastrinico come supporto. Rispetto agli animali non trattati, la somministrazione di KGF ha indotto un aumento significativo nella concentrazione di cellule T (derivanti dal donaatore)&amp;nbsp; e di cellule Natural Killer nella milza degli animali sottoposti a trapianto allogenico di staminali da cordone ombelicale. KGF ha inoltre migliorato la funzionalit&amp;agrave; timica dopo il trapianto, risultando in un aumento delle copie di sjTRECS (signal joint T-cell Receptor rearrangement Excision Circles) negli splenociti. Infine, &amp;egrave; stato dimostrato che la somministrazione preventiva di KGF aumenta l&amp;rsquo;effetto anti-leucemico GVL (Graft Versus Leukemia).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21649545&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Leukemia &amp;amp; lymphoma&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/48/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:10:07 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Funzionalità mitocondriale e metabolismo energetico in staminali mesenchimali cordonali e midollari</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le cellule staminali mesenchimali rivesto notevole importanza nell&amp;rsquo;ambito delle terapie cellulari. In questo studio &amp;egrave; stata valutata la funzionalit&amp;agrave; mitocondriale di cellule staminali mesenchimali isolate sia da cordone ombelicale che da midollo osseo (da donatori &amp;lt;18 anni e &amp;gt;50 anni), analizzando i cambiamenti ultrastrutturali e del metabolismo energetico che si manifestano durante il differenziamento osteogenico. I risultati ottenuti mostrano che da un lato staminali mesenchimali da midollo osseo e da cordone ombelicale sono simili dal punto di vista degli antigeni di superfice, ma queste ultime&amp;nbsp; posseggono un&amp;rsquo;area superficiale minore ed un pi&amp;ugrave; abbondante reticolo endoplasmatico rugoso. Dal punto di vista morfologico, le staminali mesenchimali da cordone ombelicale sono risultate simili a quelle midollari prelevate da donatori &amp;lt;18 anni. Tuttavia,&amp;nbsp; le staminali mesenchimali cordonali hanno mostrato sia un rapporto fra area mitocondriale e area citoplasmatica, sia un livello di supperossido e manganese superossido dismutasi, significativamente maggiore rispetto alle staminali mesenchimali da donatori &amp;lt;18 anni&amp;nbsp; e &amp;gt;50 anni. Dopo due settimane di differenziamento osteogenico, sono stati identificati&amp;nbsp; cambiamenti indicativi dell&amp;rsquo;attivazione mitocondriale in tutte le linee cellulari; tuttavia le staminali mesenchimali da donatori &amp;gt;50 anni, hanno mostrato un minor livello di maturazione mitocondriale ed una minor capacit&amp;agrave; differenziativa. Da sottolineare che, secondo gli Autori, l&amp;rsquo;aumento del rapporto fra area mitocondriale e area citoplasmatica sembra essere il primo passaggio del processo differenziativo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21615273&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Stem cells and development&lt;!</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/51/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:09:38 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule staminali del cordone ombelicale e necrosi epatica acuta</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questa ricerca sperimentale, &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt;&amp;nbsp;mesenchimali&amp;nbsp;sono state applicate in un modello&amp;nbsp; murino di necrosi epatica acuta. Analisi post-trapianto hanno evidenziato che le cellule trapiantate sono in grado&amp;nbsp; di raggiungere l&#39;area necrotica e di esprimere markers del tessuto epatico umano. Infine, da sottolineare che gli animali sottoposti al trapianto di staminali cordonali hanno esibito un significativo incremento nel tasso di sopravvivenza rispetto agli animali che non hanno ricevuto il trattamento.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21642820&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;American Journal of the Medical Sciences&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/52/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:09:12 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Infusione allogenica di sangue cordonale ed uso di metotrexato in bambini affetti da leucemia</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sono stati esaminati gli esiti clinici derivanti dall&amp;rsquo;infusione di sangue cordonale allogenico in 332 bambini sofferenti di leucemia linfoblastica acuta. Prima del trattamento, a 159 pazienti &amp;egrave; stato somministrato metotrexato come terapia profilattica contro la &quot;malattia del trapianto contro l&amp;rsquo;ospite&quot; (GVHD). Dopo il trapianto, &amp;egrave; stata rilevata un&amp;rsquo;incidenza di GVHD cronica,&amp;nbsp; GVHD acuta e di GVHD di grado II-IV pari al 19.2%, 20.4%, e 45.6% rispettivamente. Tuttavia la somministrazione di metotrexato, associata ad un inibitore della calcineurina (CNI), si &amp;egrave; dimostrata in grado di diminuire maggiormente l&#39;incidenza di GVHD cronica,  GVHD acuta e di GVHD di grado II-IV rispetto alla somministrazione o di solo CNI o di CNI e prednisolone. In aggiunta, la somministrazione combinata di metotrexato e CNI in pazienti con malattia in fase avanzata, ha indotto una sopravvivenza generale maggiore rispetto all&#39;utilizzo del solo CNI. Ne consegue quindi che: (i) le &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; rapresentano un importante strumento per il trattamento della leucemia linfoblastica acuta e che (ii) il metotrexato associato a CNI &amp;egrave; un&amp;rsquo;altrettanto importante strumento per la profilassi della GVHD.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;Default&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1083879111002205&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Biology of Blood and Marrow Transplantation&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/53/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 17:08:53 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule T CD20 specifiche contro cellule da linfoma follicolare e leucemia linfoblastica acuta</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio, viene dimostrata la possibilit&amp;agrave; di ottenere cellule T CD20 specifiche da cellule progenitrici presenti nel sangue del&amp;nbsp;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt;. Le cellule ottenute hanno mediato una potente azione citotossica nei confronti di cellule ottenute da pazienti affetti da linfoma follicolare a cellule B CD20&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;&amp;nbsp;e,&amp;nbsp;da leucemia linfoblastica acuta (ALL). L&#39;attivit&amp;agrave; citotossica &amp;egrave; risultata tuttavia minore nel caso della ALL. I risultati ottenuti consentono di presupporre un futuro utilizzo clinico delle cellule T CD20 specifiche nel trattamento di neoplasie a cellule B.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ijc.26209/abstract?elq=683e54ea9b1a4ac7ab2a40c9684199c2&quot;&gt;International Journal of Cancer&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/41/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:11:01 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Attività antitumorale di linfociti T da sangue del cordone ombelicale</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sperimentale di recente pubblicazione, viene dimostrato che cellule T mature ottenute da sangue del &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; esercitano un potente effetto antitumorale quando somministrate in un modello murino di tumore della cervice uterina. In aggiunta, le cellule T mature da sangue cordonale hanno esibito un maggiore azione antitumorale rispetto sia a cellule T native da cordone ombelicale che a cellule T da sangue periferico. &amp;Eacute; quindi necessario sviluppare nuove tecniche per favorire il differenziamento e la proliferazione di cellule T in cellule con una maggior azione citotossica antitumorale. In conclusione, i risultati di questo studio confermano l&amp;rsquo;utilizzo del sangue cordonale come approccio terapeutico nel trattamento di tumori solidi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.biomedcentral.com/1471-2407/11/225&quot;&gt;BMC Cancer&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/42/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:09:57 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Capacità di differenziamento osteogenico in cellule staminali cordonali criopreservate</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sperimentale, cellule staminali mesenchimali del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; umane sono state criopreservate per quattro settimane e successivamente, dopo essere state scongelate, indotte verso un differenziamento osteogenico. I risultati ottenuti indicano che il processo di criopreservazione non altera la capacit&amp;agrave;&amp;nbsp;&amp;nbsp;delle staminali mesenchimali cordonali&amp;nbsp;di differenziare in lineaggi osteogenici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/ctl/Edit/mid/441/http//www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0011224011001039&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cryobiology&lt;/a&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/40/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:14:06 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Esito del trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale in pazienti affetti da atassia</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Con atassia si intende una malattia di natura neurologica che determina una progressiva e graduale perdita della coordinazione muscolare causando sintomi come problematicit&amp;agrave; nella deglutizione, nella locomozione, incontinenza ed altri. In questo studio clinico, 30 pazienti affetti da atassia ereditaria sono stati sottoposti a trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale. Subito dopo il trattamento, ogni paziente ha eseguito opportuni cicli di riabilitazione. Il post-trapianto ha evidenziato &amp;nbsp;nei malati un miglioramento significativo nel mantenimento dell&amp;rsquo;equilibrio, nella presenza di immunoglobuline sieriche e nel numero di linfociti T. &amp;Eacute; interessante sottolineare che non &amp;egrave; stara rilevata alcuna reazione avversa correlata al trapianto. Nel contesto della atassia ereditaria, il trapianto di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; risulta sicuro ed in grado di miglorare la sintomatologia nei pazienti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.translational-medicine.com/content/9/1/65&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Journal of translational medicine&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/39/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:14:49 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Esito del trapianto di staminali cordonali in un paziente affetto da sindrome di Wiskott-Aldrich</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;Eacute; di recente pubblicazione il caso clinico di un bambino di 8 mesi colpito da sindrome di Wiskott-Aldrich (WAS) e da una infezione congenita da citomegalovirus, responsabile della comparsa di retiniti, emorragie retiniche ed anche vasculiti renali. Il paziente &amp;egrave; stato sottoposto a trapianto di &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; allogeniche. Il post-trapianto ha evidenziato un recupero sia dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; autoimmunitaria che della trombocitopenia. L&amp;rsquo;esito ottenuto conferma l&amp;rsquo;ipotesi che, nel contesto della WAS il trapianto di cellule staminali debba essere attuato precocemente nonostante la presenza contemporanea di infezioni attive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/pbc.23056/abstract;jsessionid=BD0C6684EB9D12826D64B1EDA6A9B6D3.d03t03&quot;&gt;Pediatric Blood &amp;amp; Cancer&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/38/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:11:29 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Trapianto di cellule ematopoietiche in pazienti adulti affetti da AML e MDS</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sono stati confrontati gli esiti del trapianto di cellule staminali ematopoietiche in 98 pazienti (et&amp;agrave; &amp;nbsp;= 55 anni) affetti da leucemia mieloide acuta (AMS) e sindromi mielodisplastiche (MDS). In particolare, i pazienti sono stati sottoposti ad infusione di staminali ematopoietiche da donatore famigliare compatibile (n=38) o di &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; da donatore non compatibile (n=60) in un regime di condizionamento a ridotta intensit&amp;agrave;. A seguito del trapianto, il tasso di sopravvivenza osservato era del 37% per i pazienti sottoposti a trapianto di staminali da donatore compatibile e del 31% a seguito di trapianto di staminali cordonali da donatore non compatibile. In aggiunta, la tipologia di cellule trapiantate non ha influenzato parametri quali tasso di sopravvivenza in assenza di leucemia, comparsa di recidive e mortalit&amp;agrave; collegata al trattamento. Ne consegue quindi che l&amp;rsquo;applicazione di cellule staminali da cordone ombelicale, ottenute da donatore non compatibile, risulta essere un&amp;rsquo;opzione terapeutica possibile per quei pazienti affetti da leucemia mieloide acuta e mielodisplasie che non hanno a disposizione un donatore fratello compatibile. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.nature.com/bmt/journal/vaop/ncurrent/full/bmt2011114a.html&quot;&gt;Bone Marrow Transplantation&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/37/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:12:07 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>La DNA metiltransferasi controlla la senescenza cellulare</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio, viene dimostrato che l&#39;inibizione della&amp;nbsp;DNA metiltransferasi (DNMTs) tramite 5-azacitidina o con specifici siRNA, induce senescenza in &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; multipotenti sia aumentando l&#39;espressione dei geni codificanti per chinasi ciclina-dipendenti quali&amp;nbsp;p16&lt;sup&gt;INK4A&lt;/sup&gt;&amp;nbsp;e p21&lt;sup&gt;CIP1/WAF1&lt;/sup&gt;, sia&lt;sup&gt;&amp;nbsp;&lt;/sup&gt;diminuendo il numero di metilazioni nelle isole CpG dei rispettivi promotori. L&#39;inibizione determina inoltre un mutamento dell&#39;istone da stato inattivo ad attivo. In aggiunta viene inoltre rilevato che DNMTs diminuisce il livello di espressione delle proteine (PcG) del complesso Polycomb ed aumenta l&#39;espressione di miRNA che hanno come target le proteine PcG.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.plosone.org/article/info:doi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0019503&quot;&gt;Plos One&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/34/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:16:03 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule staminali mesenchimali cordonali promuovono il recupero dall'ictus</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;Cellule staminali &lt;/a&gt;mesenchimali del cordone ombelicale umane, coltivate o non coltivate in un medium per il differenziamento neuronale, quando iniettate in ratti con ictus ischemico artificialmente indotto, hanno esibito la capacit&amp;agrave; di ridurre l&#39;estensione dell&#39;area lesa. In aggiunta, tali cellule sono rimaste vitali nell&#39;area cerebrale danneggiata per almeno 36 giorni ed in essa hanno rilasciato sia fattori neuroprotettivi che fattori di crescita. Infine, a seguito del trapianto, gli animali trattati hanno mostrato, rispetto ai controlli, un recupero significativo della funzionalit&amp;agrave; motoria, una migliorata&amp;nbsp;attivit&amp;agrave;&amp;nbsp;metabolica dei neuroni corticali&amp;nbsp;nonch&amp;eacute; una miglior rivascolarizzazione dell&#39;area cerebrale infartuata. Come sostengono gli Autori, i risultati di questo studio indicano che le cellule staminali mesenchimali cordonali possono rappresentare uno strumento terapeutico per il trattamento dell&#39;ictus.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://stroke.ahajournals.org/cgi/content/abstract/STROKEAHA.110.603621v1&quot;&gt;Stroke&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/35/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:15:54 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Trapianto allogenico di staminali cordonali in 88 pazienti affetti da immunodeficienze primarie</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;88 pazienti giapponesi, affetti da immunodeficienze primarie, sono stati sottoposti ad infusione di cellule staminali cordonali da donatore non famigliare. In particolare le patologie erano: immunodeficienza severa combinata (SCID), sindrome di Wiskott-Aldrich (WAS), malattia cronico granulomatosa, neutropenia severa congenita ed altre immunodeficienze. Complessivamente, a seguito dell&#39;infusione &amp;egrave; stato osservato un tasso di sopravvivenza generale a 5 anni pari al 69%, in particolare del 71% ed 82% per SCID e WAS rispettivamente. L&#39;incidenza cumulativa di malattia del trapianto contro l&#39;ospite (GVHD) nella forma acuta di grado 2-4 a 100 giorni dal trapianto era pari al 28% mentre, l&#39;inidenza di GVHD cronica a 180 giorni era pari al 13%. I risultati ottenuti indicano la possibilit&amp;agrave; di utilizzare le &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; da donatore non famigliare nel trattamento di immunodeficienze primarie, qualora il paziente non abbia a disposizione un donatore familiare (fratello) compatibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1365-2141.2011.08735.x/abstract?elq=a553da65549342c2a7ea3d4ad9345358&quot;&gt;British Journal of Haematology&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/36/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:14:56 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Attecchimento di cellule staminali cordonali ematopoietiche espanse ex vivo in modello murino </title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Cellule &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; ematopoietiche CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;&amp;nbsp;CD133&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;&amp;nbsp;umane, sono state espanse &lt;em&gt;ex vivo&lt;/em&gt;&amp;nbsp;in presenza di proteina di legame del fattore di crescita insulino-simile 3 e simil-angiopoietina 5. Le cellule ottenute, quando trapiantate in topi&amp;nbsp;NOD-SCID Il2rg(-/-) (NSG) hanno indotto il meccanismo ematopoietico ricostituendo il quadro ematologico in recipienti sia neonati che adulti. Questa possibilit&amp;agrave; di espandere &lt;em&gt;ex vivo&amp;nbsp;&lt;/em&gt;le cellule staminali ematopoietiche favorisce, secondo gli autori di questa ricerca, l&#39;utilizzo clinico delle cellule stesse e, al contempo, permette di ottenere modelli murini sperimentali umanizzati compatibili con il soggetto donatore delle staminali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0018382&quot;&gt;Plos One&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/33/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:16:19 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>CXCR1 e CXCR2 inibiscono espansione e differenziamento in megacariociti in staminali cordonali</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;Cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; CD133&lt;sup&gt;+ &lt;/sup&gt;sono state coltivate &lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt;&amp;nbsp;in presenza o assenza di anticorpi anti-CXCR1 e anti-CXCR2 (entrambi recettori per CXC e coinvolti nel processo di ematopoiesi). Tale inibizione ha determinato una diminuzione nel tasso di espansione &lt;em&gt;in vitro &lt;/em&gt;delle cellule staminali CD133&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;, ma ha anche causato un aumento sia dell&#39;espressione di markers megacariocitari sia del numero di unit&amp;agrave; formanti colonie megacariocitari. Ne consegue, come riportato dagli autori di questa ricerca sperimentale, che CXCR1 e CXCR2 hanno un importante ruolo nell&#39;inibizione della megacariopoiesi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21555225&quot;&gt;Cytokine&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/32/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:16:27 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule staminali mesenchimali cordonali migliorano l'omeostasi del glucosio in ratti cirrotici</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sperimentale, cellule staminali mesenchimali da cordone ombelicale sono state somministrate in ratti nei quali &amp;egrave; stata artificialmente indotta cirrosi epatica. Una delle conseguenze di questa patologia &amp;egrave; l&#39;alterata omeostasi del glucosio. L&#39;infusione delle &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; ha migliorato l&#39;insulino-resistenza che nei ratti resi cirrotici era correlata ad un aumento dei livelli di glucosio. In particolare le cellule staminali mesenchimali hanno indotto un aumento nell&#39;espressione di enzimi coinvolti nella pathway dell&#39;insulina, ad esempio fosfatidilinositolo &lt;em style=&quot;font-style: normal;&quot;&gt;3 chinasi&lt;/em&gt;&amp;nbsp;(&lt;em style=&quot;font-style: normal;&quot;&gt;PI-3&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;em style=&quot;font-style: normal;&quot;&gt;chinasi&lt;/em&gt;),&amp;nbsp;ma anche una diminuzione nell&#39;espressione di enzimi epatici coinvolti nella gluconeogenesi, come&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;glucosio-6-fosfatasi (G-6-P).&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.spandidos-publications.com/10.3892/ijo.2011.1016&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;International Journal of Oncology&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/31/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:38:09 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Il sistema CYP4A/F-20-HETE nella regolazione di progenitrici endoteliali da staminali cordonali</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Cellule staminali progenitrici endoteliali sono state ricavate da&lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; umane. Tali cellule progenitrici, che sono risultate essere positive per markers AC133 CD34 e KDR, hanno mostrato l&#39;espressione di mRNA e proteine degli enzimi&amp;nbsp;CYP4A11 e CYPA22. Quando esposte a acido arachidonico, tali cellule hanno prodotto&amp;nbsp;20-HETE ed, in risposta a questo, hanno esibito un aumento nelle capacit&amp;agrave; proliferative e migratorie (queste ultime mediate dalla citochina SDF-1). Tali capacit&amp;agrave; sono risultate essere migliorate anche dall&#39;esposizione a VEGF. In aggiunta cellule endoteliali e progenitrici endoteliali, quando co-coltivate su di una matrice Matrigel, hanno mostrato la capacit&amp;agrave; di originare vasi. Tuttavia, l&#39;inibizione di HETE-20 mediante HETE0016 ha indotto una riduzione delle suddette capacit&amp;agrave;. In aggiunta l&#39;esposizione delle cellule progenitrici endoteliali a&amp;nbsp;20-HEDE ha determinato sia una drastica riduzione delle loro capacit&amp;agrave; migratorie SDF-1 mediate sia una inibizione nella capacit&amp;agrave; di formare vasi. Questo studio dimostra, di conseguenza, la presenza di un sistema&amp;nbsp;CYP4A/F-20-HETE nelle cellule progenitrici endoteliali e che tale sistema esercita una azione regolativa autocrina/paracrina.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21527533?dopt=Abstract&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/30/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:38:25 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Risultati di due trials clinici relativi a trapianto di midollo osseo e cellule staminali cordonali </title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In due trails clinici condotti in parallelo &amp;egrave; stato valutato l&#39;effetto del trapianto di cellule midollari aploidentiche da donatore familiare e di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali da&amp;nbsp;cordone ombelicale&lt;/a&gt;&amp;nbsp;da donatore non familiare, in pazienti affetti da leucemia o linfoma. La probabilit&amp;agrave; ad un anno di sopravvivenza generale e la probabilit&amp;agrave; ad un anno di sopravvivenza in assenza di progressione della malattia sono risultate essere pari al 54% e 46% rispettivamente in pazienti sottoposti a trapianto di due unit&amp;agrave; di sangue cordonale mentre le medesime probabilit&amp;agrave; in pazienti trattati con staminali midollari sono risultate essere del 62% e 48%. In aggiunta, dopo 56 giorni dal trapianto, l&#39;incidenza di recupero dei neutrofili &amp;egrave; stata del 94% dopo infusione di staminali del cordone ombelicale e del 96% dopo infusione con cellule midollari. L&#39;incidenza cumulativa a 100 giorni dal trattamento di sviluppo di malattia del trapianto verso l&#39;ospite&quot;GVHD&quot; &amp;egrave; stata del 40% e 32% dopo somministrazione di staminali cordonali e midollari rispettivamente. Infine l&#39;incidenza cumulativa di mortalit&amp;agrave; senza recidiva ad un anno e l&#39;incidenza cumulativa di ricaduta ad un anno sono risultate essere pari a 24% e 31% rispettivamente a seguito di infusione di cellule staminali del cordone ombelicale e pari al 7% e 45% rispettivamente dopo somministrazione di cellule staminali midollari aploidentiche.&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21527516?dopt=Abstract&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Blood&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/29/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:38:36 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Nuove popolazioni di cellule Natural Killer umane con fenotipi e specializzazioni differenti</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dall&#39;analisi di cellule mononucleate provenienti da sangue periferico e da sangue del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; e di campioni cellulari raccolti dalla decidua (mucosa uterina) di donne nell&#39;ultimo trimestre di gravidanza, sono state identificate quattro nuove popolazioni di cellule Natural Killer (NK) caratterizzate dall&#39;esibire fenotipi e funzionalit&amp;agrave; differenti. In particolare la maggior parte delle cellule NK provenienti da sangue periferico sono risultate essere CD11b+ CD27-, quelle da sangue cordonale sia CD11b+ CD27- che CD11b+ CD27+ mentre le cellule NK derivanti dalla decidua hanno esibito un fenotipo CD11b- CD27-. &amp;nbsp;Per quel che riguarda la funzionalit&amp;agrave;, cellule NK CD11b- CD27- hanno esibito sia un fenotipo immaturo sia un potenziale differenziativo. Le cellule NK CD11b- CD27+ e CD11b+ CD27+ hanno mostrato una miglior capacit&amp;agrave; nel rilasciare citochine mentre le cellule NK CD11b+ CD27- hanno evidenziato una elevata attivit&amp;agrave; citolotica. In questo studio viene quindi dimostrato che le cellule NK, in funzione dello stadio differenziativo, mostrano funzionalit&amp;agrave; differenti. infine gli autori propongono un nuovo modello relativo al processo di sviluppo delle cellule NK.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1365-2567.2011.03446.x/abstract&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Immunology&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/28/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:38:48 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Spontanea formazione della coppa ottica mediata da cellule staminali embrionali</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Utilizzando un sistema di coltura cellulare tridimensionale, cellule staminali embrionali di topo, hanno esibito la capacit&amp;agrave; di auto-organizzarsi a dare origine vescicole emisferiche epiteliali. Successivamente, la porzione distale di queste ultime, a seguito di una progressiva e spontanea invaginazione, ha dato origine alla cosiddetta &quot;coppa ottica&quot;, ovvero una struttura stratificata embrionale dal cui sviluppo origina la retina. Sebbene i meccanismi coinvolti nella formazione della coppa ottica non siano stati del tutto determinati, i risultati di questa ricerca consentono di poter presupporre la generazione di retine artificiali eventualmente trapiantabili.&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.nature.com/nature/journal/v472/n7341/full/nature09941.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Nature&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/26/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:38:58 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule staminali cordonali nel trattamento della GVHD acuta steroide-resistente</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La forma acuta della &quot;malattia del trapianto contro l&#39;ospite&quot; (GVHD) steroide resistente &amp;egrave; una complicanza che pu&amp;ograve; insorgere a seguito di trapianto allogenico e, ad essa, &amp;egrave; associato un elevato tasso di mortalit&amp;agrave;. Due pazienti, affetti da tale patologia, sono stati sottoposti ad infusione multipla di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali&lt;/a&gt; mesenchimali del cordone ombelicale precedentemente espanse &lt;em&gt;ex vivo&lt;/em&gt;. A seguito del trattamento, i pazienti hanno esibito sia un notevole miglioramento delle condizioni cliniche nonch&amp;eacute; la totale assenza di reazioni avverse correlate all&#39;infusione.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://journals.lww.com/transplantjournal/Abstract/publishahead/Effective_Treatment_of_Severe_Steroid_Resistant.99437.aspx&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Transplantation&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/25/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:39:13 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule ematopoietiche da staminali simil embrionali ricavate dal sangue del cordone ombelicale</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questa pubblicazione, viene riportata la possibilit&amp;agrave; di ottenere una popolazione di cellule staminali simil embrionali da &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt;. In particolare, tale popolazione, in opportune condizioni di coltura, ha mostrato la capacit&amp;agrave; di originare cellule della linea ematopoietica. Queste ultime, quando iniettate in topi NOD/SCID, hanno dato luogo ad un chimerismo, linfo-ematopoietico 4-6 settimane dopo il trapianto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.nature.com/leu/journal/vaop/ncurrent/full/leu201173a.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Leukemia&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/24/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:39:25 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Nuovo protocollo per la generazione di cardiomiociti da cellule staminali pluripotenti indotte</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo articolo viene riportato un nuovo protocollo sperimentale per la generazione di cardiomiciti. In particolare, mediante tale protocollo viene eliminata la variabilit&amp;agrave; nella capacit&amp;agrave; differenziativa che intercorre tra cellule staminali pluripotenti indotte generate da diversi tipi cellulelari, quali ad esempio &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; e fibroblasti adulti.&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.plosone.org/article/fetchArticle.action;jsessionid=FBBFCF43E52EA3B95AD29A7BE79FB1B6.ambra02?elq=e385828559154194824b2b94e4804926&amp;amp;articleURI=info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0018293&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Plos One&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/23/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:39:40 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Linfociti T da  cellule staminali del cordone ombelicale</title>
            <description>&lt;p style=&quot;vertical-align: baseline; text-align: justify;&quot;&gt;I linfociti T sono cellule essenziali nella risposta immunitaria. In questa ricerca viene valutata la capacit&amp;agrave; di generare tali cellule da parte sia delle staminali midollari che da quelle ematopoietiche cordonali. In particolare, le &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; risultano essere capaci di differenziare in linfociti T pi&amp;ugrave; velocemente ed in maniera pi&amp;ugrave; estensiva quando confrontate con quelle del midollo osseo. &amp;nbsp;&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.haematologica.org/cgi/content/abstract/haematol.2010.036343v1&quot;&gt;Haematologica&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/14/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:46:49 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Ottenimento di cellule simil-epatiche dalle cellule staminali cordonali</title>
            <description>&lt;p style=&quot;vertical-align: baseline; text-align: justify;&quot;&gt;In questo articolo, viene riportata una nuova procedura atta all&amp;rsquo;induzione del differenziamento delle cellule&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt; staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; ematopoietiche verso cellule simil-epatiche. Tale procedura viene esplicata mediante due soli passaggi durante i quali vengono impiegati diversi fattori di crescita. Le cellule ottenute, risultano simil alle cellule epatiche sia da un punto di vista morfologico sia per quel che riguarda l&amp;rsquo;espressione di geni e proteine (tipicamente associati alle cellule epatiche native).&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21327936&quot;&gt;Cytotechnology&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/15/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:46:36 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule staminali cordonali crioconservate come fonte di cellule progenitrici degli oligodendrociti</title>
            <description>&lt;p style=&quot;vertical-align: baseline; text-align: justify;&quot;&gt;Le cellule progenitrici degli oligodendrociti (OPC) sono cellule non del tutto differenziate estremamente importanti nei processi di mielinizzazione del sistema nervoso. In questo ricerca sperimentale, un equipe di ricercatori Americani (Duke University Medical Center) ha mostrato la possibilit&amp;agrave; di ottenere OPC da &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;cellule staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt;. &lt;em&gt;In vitro&lt;/em&gt;,&lt;em&gt; &lt;/em&gt;le OPC ottenute si sono dimostrate capaci di rilasciare mielina in neuroni di topo. Questi risultati rendono plausibile la possibilit&amp;agrave; di applicare quanto scoperto in nuovi trials clinici.&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://informahealthcare.com/doi/abs/10.3109/14653249.2011.553592&quot;&gt;Cytotherapy&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/16/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:46:24 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Utilizzo di sangue del cordone ombelicale autologo in interventi cardiaci in neonati</title>
            <description>&lt;p style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; line-height: 13.5pt; text-align: justify;&quot;&gt;Nelle loro prime ore di vita, 14 neonati sofferenti di cardiopatie congenite critiche complesse, hanno subito interventi cardiochirurgici durante i quali gli &amp;egrave; stato infuso sangue del &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; autologo. Questa modalit&amp;agrave; consente sia di evitare trasfusioni omologhe di sangue sia di prevenire l&amp;rsquo;eventuale comparsa di complicanze, come ipossiemia e insufficienza cardiaca, associate a mutamenti emodinamici determinati dal quadro clinico.&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21353580&quot;&gt;European Journal of Cardio-Thoracic Surgery&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/17/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:46:14 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Utilizzo clinico di cellule staminali del cordone ombelicale in pazienti colpiti d anemia aplastica </title>
            <description>&lt;p style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Tre bambini, colpiti da anemia aplastica severa, hanno ricevuto un trapianto di cellule&amp;nbsp;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; autologhe. Dopo il trapianto, due pazienti sono rimasti &amp;ldquo;liberi&amp;rdquo; dalla malattia per 37 e 58 mesi rispettivamente. Il terzo bambino dopo 17 mesi dal trattamento ha sviluppato una ricaduta ma, dopo un ciclo di terapia immunosoppressiva, &amp;nbsp;&amp;egrave; rimasto indipendente dalle trasfusioni per pi&amp;ugrave; di 2 anni.&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21370429&quot;&gt;Pediatric Blood &amp;amp; Cancer&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/18/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:46:03 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Trapianto allogenico di sangue cordonale in 35 pazienti affetti da talassemia</title>
            <description>&lt;p style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;35 bambini affetti da talassemia sono stati sottoposti a trapianto di cellule &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; allogeniche da donatore non consanguineo (familiare). A seguito del trattamento, il tasso di sopravvivenza generale a 5 anni osservato era pari al 88.3%, mentre il tasso di sopravvivenza senza talassemia risultava essere del 73.9%. In 14 pazienti &amp;egrave; stata rilevata la comparsa delle malattia del trapianto contro l&amp;rsquo;ospite (GVHD) nella forma cronica verso la pelle. In particolare, 30 pazienti, sono divenuti indipendenti dalle trasfusioni mostrando, tra il sesto ed il 76esimo mese post-trapianto, un Lansky performance score pari all&amp;rsquo;80%. Gli esiti clinici ottenuti risultano essere comparabili a quelli derivanti dalla somministrazione di midollo ossseo da donatore familiare e dimostrano che, nel caso in cui un paziente talassemico non abbia a disposizione un donatore consanguineo (fratello) HLA compatibile, pu&amp;ograve; essere sottoposto ad infusione di sangue del cordone ombelicale allogenico da donatore non familiare.&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; title=&quot;Bone marrow transplantation.&quot; href=&quot;http://www.nature.com/bmt/journal/vaop/ncurrent/full/bmt201139a.html&quot;&gt;Bone Marrow Transplantation&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/19/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:45:49 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Staminali ematopoietiche e progenitrici endoteliali da sangue cordonale criopreservato</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;La conservazione delle cellule staminali&lt;/a&gt; del cordone ombelicale &amp;egrave; dimostrato essere efficace per un periodo di tempo quanto meno pari ai 24 anni. In questa ricerca sperimentale, sono state raccolte cellule staminali (ed anche progenitrici) ematopoietiche da sangue del cordone ombelicale criopreservato per 23.5 anni. Il confronto fra il numero di cellule ottenute con l&amp;rsquo;analogo numero relativo allo stesso campione prima della sua crioconservazione, ha evidenziato un elevato tasso di recupero, tra l&amp;rsquo;80 ed il 100%, di macrofagi e granulociti ed anche di cellule progenitrici ematopoietiche altamente proliferative. Le cellule CD34+ isolate da sangue del cordone ombelicale crioconservato per 21 anni, si sono rivelate capaci sia di attecchire per oltre sei mesi sia di ripopolare il midollo in modelli murini nel corso di trapianti primari e secondari. In aggiunta, grazie a trasduzione lentivirale, dalle frazione di cellule CD34+ sono state generate cellule staminali pluripotenti indotte capaci di differenziare, sia&lt;em&gt; in vitro &lt;/em&gt;che &lt;em&gt;in vivo&lt;/em&gt;, in cellule endodermiche, mesodermiche ed ectodermiche. Inoltre, dai campioni di cellule staminali cordonali crioconservate, &amp;egrave; stato possibile ottenere cellule progenitrici endoteliali molto proliferative capaci di originare colonie cellulari.&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://bloodjournal.hematologylibrary.org/content/early/2011/03/10/blood-2011-01-330514.abstract&quot;&gt;Blood&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/20/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:45:35 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>La regolazione della progressione del glioblastoma da parte celle cellule staminali cordonali</title>
            <description>&lt;p style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;Le cellule &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt;, quando co-coltivate con cellule da glioblastoma, hanno mostrato sia la capacit&amp;agrave; di arrestare queste ultime nella fase del ciclo cellulare G(0)-G(1) sia di ridurre il numero di delle cellule neoplasiche nelle fasi S e G(2)-M. Il meccanismo coinvolto nell&amp;rsquo;arresto del ciclo cellulare comprende l&amp;rsquo;inattivazione dei complessi ciclina D1\Cdk4 ciclina D1\Cdk6. Tale considerazione &amp;egrave; stata confermata dai ricercatori i quali, &lt;em&gt;in vivo&lt;/em&gt;, hanno rilevato una ridotta espressione di ciclina D1 causata dalla presenza delle cellule staminali cordonali.&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0018017&quot;&gt;Plos One&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/21/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:40:03 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>La rapamicina migliora la capacità di attecchimento di cellule staminali cordonali CD34+ espanse  </title>
            <description>&lt;p style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;In questa ricerca sperimentale cellule &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; CD34+ sono state espanse e trattate &lt;em&gt;ex vivo &lt;/em&gt;con rapamicina. Il trattamento si &amp;egrave; dimostrato responsabile di un miglioramento statisticamente significativo della capacit&amp;agrave; di attecchimento delle cellule trattatre quando trapiantate, sia in trapianti primari che secondari, in topi NSG immunodeficienti.&lt;br /&gt;
Fonte: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21411351&quot;&gt;Blood Cells, Molecules and Diseases&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/22/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:39:52 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Nuovo metodo per generare staminali pluripotenti indotte (IPSCs)</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le cellule staminali pluripotenti indotte sono cellule somatiche riprogrammate in cui viene indotta la pluripotenza mediante l&amp;rsquo;induzione, ad esempio tramite trasduzione lentivirale, dell&amp;rsquo;espressione di specifici fattori di trascrizione come ad esempio Oct-4, Sox2, NANOG, c-Myc, LIN28 e klf4. In questo studio viene presentato un nuovo metodo in cui la generazione di cellule staminali pluripotenti indotte viene ottenuta mediante l&#39;utilizzo di micro-RNA. I risultati mostrano che questo approccio origina con maggior efficienza tale tipologia di staminali rispetto a metodi precedentemente sviluppati.&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.cell.com/cell-stem-cell/abstract/S1934-5909(11)00111-1&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cell Stem Cell&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/12/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:47:12 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Trattamento di cellule staminali del cordone ombelicale con prostaglandina E2</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le cellule staminali ematopoietiche rivestono particolare importanza, in ambito clinico, relativamente alla ricostruzione di un quadro ematologico compromesso. In questo studio viene dimostrato che cellule &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt;, quando trattate con prostaglandina E2, mostrano,&amp;nbsp;&lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;una migliorata capacit&amp;agrave; di formare colonie ed, &lt;em&gt;in vivo,&lt;/em&gt;&amp;nbsp;una miglior capacit&amp;agrave; di attecchimento nel corso di xenotrapianto.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fonte:&amp;nbsp;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.cell.com/cell-stem-cell/abstract/S1934-5909%2811%2900054-3?elq=2fe498c769eb448a9dd033e8ed033992&quot;&gt;Cell Stem Cell&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/13/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:47:00 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Effetto terapeutico delle cellule staminali cordonali nel trattamento delle nefriti lupiche</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sperimentale, viene valutato il potenziale effetto terapeutico di cellule &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt;&amp;nbsp;mesenchimali&amp;nbsp;nel trattamento delle nefriti lupiche. Tali cellule, quando trapiantate in un modello murino, hanno dimostrato sia la capacit&amp;agrave; di ritardare gli effetti patologici associati alla malattia, come ad esempio proteinuria, sia di alleviare i danni renali, inducendo un aumento nella presenza di citochine anti-infiammatorie ed una diminuzione di quelle pro-infiammatorie. In particolare i topi trattati hanno esibito un aumento nella durata della vita.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.ingentaconnect.com/content/cog/ct/2011/00000020/00000002/art00009&quot;&gt;Cell Transplantation&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/11/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:47:26 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule staminali del cordone ombelicale possono originare miociti pulsanti</title>
            <description>In questo studio &amp;egrave; stata valutata la capacit&amp;agrave; delle cellule progenitrici CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;, ottenute da &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;cordone ombelicale&lt;/a&gt; umano, di differenziarsi in miociti e di determinare un beneficio sulla funzione cardiaca. Le cellule CD34&lt;sup&gt;+ &lt;/sup&gt;sono state quindi trasdotte mediante vettore lentivirale al fine di indurne l&amp;rsquo;espressione del gene reporter EGFP (il quale codifica per la &amp;ldquo;enhanced green fluorescent protein&amp;rdquo;). Le cellule CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt;, successivamente alla trasduzione, sono state coltivate su colture primarie di cardiomiociti spontaneamente pulsanti di ratto. Dopo una settimana di coltura, le cellule CD34&lt;sup&gt;+ &lt;/sup&gt;hanno esibito la capacit&amp;agrave; di pulsare spontaneamente. Per determinare l&amp;rsquo;origine del processo differenziativo, cellule CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt; sono state coltivate con cardiomiociti di ratto esprimenti la &amp;ldquo;Red Fluorescence Protein&amp;rdquo; (RFP). A seguito della coltura, analisi di fluorescenza hanno rivelato l&amp;rsquo;espressione di RFP nel 100% delle cellule CD34&lt;sup&gt;+&lt;/sup&gt; differenziate, suggerendo quindi che il meccanismo differenziativo alla base dell&amp;rsquo;acquisizione delle funzionalit&amp;agrave; cardiache dipende da un processo di fusione cellulare.&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://ajpheart.physiology.org/content/early/2011/02/22/ajpheart.00523.2010.abstract?sid=7b04c592-b602-447e-9823-761582c2cb7a&quot;&gt;American Journal of Physiology - Heart and Circulatory Physiology&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/8/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:48:10 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule staminali dal cordone ombelicale e patologie polmonari</title>
            <description>&lt;p style=&quot;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; text-align: justify;&quot;&gt;In questo studio sperimentale &amp;egrave; stata valutata, in topi neonati, la possibilit&amp;agrave; di rigenerare l&amp;rsquo;epitelio alveolare utilizzando cellule &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; ematopoietiche umane. Tali cellule sono state somministrate a 5 giorni dalla nascita mediante inoculazione intranasale. Dopo 8 settimane dal trattamento, le cellule trapiantate hanno mostrato un positivo attecchimento in tutti gli animali ed una elevata capacit&amp;agrave; proliferativa. Questo studio evidenzia quindi che le cellule staminali cordonali ematopoietiche umane sono in grado di attecchire per lungo tempo nel tessuto polmonare ed in questo replicano, danno luogo ad espansione clonale ed inducono rigenerazione degli epiteli alveolari.&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a target=&quot;_blank&quot; title=&quot;The American journal of pathology.&quot; href=&quot;http://www.journals.elsevierhealth.com/periodicals/ajpa/article/S0002-9440(10)00199-9/abstract&quot;&gt;The American journal of pathology&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/9/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:47:55 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Staminali cordonali da donatori consanguinei e non nella cura di insufficienze midollari</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il trapianto allogenico di cellule staminali &amp;egrave; l&amp;rsquo;unica opzione curativa per pazienti sofferenti di sindromi ereditarie di insufficienza midollare. In questo studio multicentrico retrospettivo, vengono valutati gli esiti clinici derivanti dalla somministrazione di cellule staminali cordonali in pazienti affetti da tali sindromi. Complessivamente 64 pazienti sono stati sottoposti a trapianto di staminali allogeniche da donatori consanguinei (n = 20) o da donatori non consanguinei (n = 44). I pazienti erano affetti dalle seguenti patologie: anemia Diamond-Blackfan (n=21), trombocitopenia amegacarioctica congenita (n=16), discheratosi congenita (n=8), sindrome di Shwachman-Diamond (n=2), neutropenia severa congenita (n=16) e da patologia non classificata (n=1). Tutti i pazienti, tranne uno, che hanno ricevuto un trapianto da donatore consanguineo, hanno ricevuto cellule da un donatore fratello HLA-matched. Il tasso di incidenza cumulativa a 2 anni di GVHD era del 11% e la la sopravvivenza a tre anni dal trattamento era del 95% (Tabella 1). Nel gruppo di pazienti sottoposti a trapianto di staminali cordonali da donatore non consanguineo, l&amp;rsquo;incidenza di GVHD a 2 anni di GVHD era pari al 53% e la sopravvivenza a tre anni dal trattamento era pari al 61% (Tabella 1). I risultati di questo studio indicano che in pazienti affetti da sindromi ereditarie di insufficiente midollari il trapianto di &lt;a href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; da donatore consanguineo da luogo a risultati eccellenti.&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a target=&quot;_blank&quot; title=&quot;Haematologica.&quot; href=&quot;http://www.haematologica.org/cgi/content/abstract/96/1/134&quot;&gt;Haematologica&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/10/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:47:41 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Cellule staminali del cordone ombelicale per la leucemia linfoblastica acuta</title>
            <description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;Default&quot;&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;Default&quot;&gt;Cellule staminali ematopoietiche, di origine allogenica, sono state infuse in 20 pazienti. In particolare 8 malati sono stati trattati con cellule staminali cordonali, mentre 12 con cellule ricavate dal midollo osseo. Al giorno del trattamento, 19 pazienti erano in prima remissione ed 1 era in seconda remissione. Nei pazienti trattati con le cellule staminali del cordone ombelicale, la stima della sopravvivenza generale a tre anni era del 100% mentre, nei malati trattati con le cellule staminali del midollo osseo, era del 49%. Complessivamente quindi, questi risultati indicano che la somministrazione allogenica di cellule &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt;&amp;nbsp;ematopoietiche&amp;nbsp;pu&amp;ograve; essere una possibile terapia post-induzione per la cura di pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta Philadelphia positiva che non hanno fratelli donatori.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&amp;amp;_udi=B758K-5223Y82-1&amp;amp;_user=10&amp;amp;_coverDate=01/28/2011&amp;amp;_rdoc=1&amp;amp;_fmt=high&amp;amp;_orig=search&amp;amp;_origin=search&amp;amp;_sort=d&amp;amp;_docanchor=&amp;amp;view=c&amp;amp;_acct=C000050221&amp;amp;_version=1&amp;amp;_urlVersion=0&amp;amp;_userid=10&amp;amp;md5=3494d823d676b2d516de9ffa8fbe523d&amp;amp;searchtype=a&quot;&gt;Biology of Blood and Marrow Transplantation&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/1/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:49:10 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Somministrazione di straminali cordonali in bambini affetti da anemia falciforme e talassemia</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;Default&quot;&gt;Ricercatori hanno valutato l&amp;rsquo;efficacia del trapianto allogenico di cellule &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt; in bambini sofferenti di anemia falciforme e talassemia. Gli studiosi hanno rilevato che sopravvivenza in assenza malattia e tasso di attecchimento vengono massimizzati a seguito di infusione nei pazienti di unit&amp;agrave; di sangue di cordone ombelicale ad una dose superiore alle 5x10&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt; cellule/Kg. I risultati di questo studio ribadiscono l&amp;rsquo;importanza delle cellule staminali del cordone ombelicale nel trattamento di malattie ematologiche non tumorali.&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.conservazionecellulestaminali.it/Articoli/Archivioarticoli/tabid/71/ctl/Edit/mid/429/ItemID/2/ArticleURL&quot;&gt;Biology of Blood and Marrow Transplantation&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/2/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:48:51 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Glioma intracranico: terapia genica con cellule staminali cordonali  producenti  interleuchina 12</title>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;Default&quot;&gt;&amp;Eacute; stata sviluppata una terapia genica per il trattamento di gliomi intracranici, nella quale vengono utilizzate cellule &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali da cordone ombelicale&lt;/a&gt; mesenchimali. Queste cellule, dopo essere state opportunamente ingegnerizzate, acquisiscono la capacit&amp;agrave; di produrre e rilasciare interleuchina-12M. La loro applicazione &lt;em&gt;in vivo &lt;/em&gt;in un modello murino affetto da glioma, evidenzia l&amp;rsquo;abilit&amp;agrave; di tali cellule sia di inibire in maniera significativa la crescita della massa tumorale, sia di aumentare la sopravvivenza degli animali trattati.&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.liebertonline.com/doi/abs/10.1089/hum.2010.187&quot;&gt;Human Gene Therapy &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/3/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:48:35 GMT</pubDate>
   </item>
    
        <item>
            <title>Positivo attecchimento di cellule staminali cordonali in pazienti affetti da anemia aplastica severa</title>
            <description>&lt;p style=&quot;line-height: 13.5pt; text-align: justify;&quot;&gt;12 pazienti adulti sofferenti di anemia aplastica severa, sono stati sottoposti dapprima ad un regime di condizionamento a ridotta intensit&amp;agrave; e, successivamente, a trapianto di &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.sorgente.com/&quot;&gt;staminali del cordone ombelicale&lt;/a&gt;. Dopo il trattamento, in 11 pazienti si &amp;egrave; osservato un completo recupero ematologico ed in 10 &amp;egrave; stato rilevato un chimerismo completo. Il fallimento del trapianto si &amp;egrave; verificato in un caso, a 3 anni dal trattamento. Si sono verificati due decessi causati da una sindrome da polmonite idiopatica, mentre i restanti 10 pazienti sono in vita, dopo un periodo mediano di sopravvivenza di 36 mesi. Ne consegue che il trapianto di sangue cordonale, preceduto da un condizionamento a ridotta intensit&amp;agrave;, &amp;egrave; da considerarsi come una possibilit&amp;agrave; terapeutica per la cura di pazienti adulti affetti da anemia aplastica severa sia mancanti di un donatore compatibile, sia non responsivi ai trattamenti immunosoppressivi.&lt;br /&gt;
Fonte:&amp;nbsp;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://bloodjournal.hematologylibrary.org/cgi/content/short/blood-2010-08-295832v1&quot;&gt;Blood&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;</description>
            <link>http://www.conservazionecellulestaminali.it/News/tabid/76/amid/441/ItemID/4/Default.aspx</link>
               <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:48:23 GMT</pubDate>
   </item>
    

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