Il trapianto di staminali mesenchimali migliora l'osteoporosi secondaria in LES

Categories: News | Author: SuperUser Account | Posted: 07/06/2015 | Views: 1124
L’osteoporosi secondaria è comune nel lupus eritematoso sistemico (LES) e porta ad un’ulteriore diminuzione della qualità della vita dovuta a fratture e fragilità, anche nei pazienti che hanno un miglioramento della malattia primaria. Il trapianto sistemico di cellule staminali mesenchimali (MSC) potrebbe migliorare la perdita ossea e i disordini autoimmuni ed è stato provato in un modello di topo di SLE MRL/lpr. Tuttavia, il meccanismo terapeutico di rigenerazione ossea non è del tutto chiaro.

L’osteoporosi secondaria è comune nel lupus eritematoso sistemico (LES) e porta ad un’ulteriore diminuzione della qualità della vita dovuta a fratture e fragilità, anche nei pazienti che hanno un miglioramento della malattia primaria. Il trapianto sistemico di cellule staminali mesenchimali (MSC) potrebbe migliorare la perdita ossea e i disordini autoimmuni ed è stato provato in un modello di topo di SLE MRL/lpr. Tuttavia, il meccanismo terapeutico di rigenerazione ossea non è del tutto chiaro.

In questo studio, il gruppo di Lan Ma ha trapiantato cellule staminali mesenchimali umane del midollo osseo (BMMSCs) in topi MRL/lpr e hanno esplorato i meccanismi terapeutici nei disturbi di osteoporosi secondari al LES.

Dopo il trapianto sistemico con MSC umane, le BMMSCs sono state valutate per gli aspetti di staminalità, osteogenesi e osteoclastogenesi e sono stati eseguiti una serie di esperimenti di co-coltura per differenziazione in senso osteogenico o osteoclastogenico.

Il trapianto sistemico di BMMSCs recupera la riduzione della densità ossea e della struttura nel modello di topo usato. Inoltre, la condizione iper-immune IL-17-dipendente nel ricevente sopprime le capacità degli osteoblasti e osteoclasti. 
I risultati indicano dunque che IL-17 e BMMSCs potrebbero essere un ottimi bersagli terapeutici nel trattamento dell’osteoporosi secondaria nel LES.

Fonte: Stem Cell Research & Therapy 2015, 6:104