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mercoledì 16 aprile 2014
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Leggi i contenuti che seguono ed approfondirai la tua conoscenza sulle cellule staminali
In questa sezione troverai dettagliati approfondimenti scientifici sulle cellule staminali da cordone ombelicale; in particolare, nei contenuti che proporremo verrà dato risalto agli aspetti clinici e sperimentali. Ti invitiamo a rimanere sempre aggiornato sulle novità dal mondo delle cellule staminali consultando periodicamente questa pagina o sottoscrivendo gratuitamente il feed rss che potrai anche includere nel tuo sito web.
Approfondimenti

Con “uso autologo” si intende il trapianto di cellule staminali in cui il soggetto donatore coincide con il ricevente. Tale utilizzo non genera alcun problema di compatibilità in quanto le cellule trapiantate vengono riconosciute come “self” dal sistema immunitario dell’ospite senza quindi dare adito a fenomeni di rigetto. In riferimento alla somministrazione allogenica delle cellule staminali del cordone ombelicale, riveste particolare importanza importanza terapeutica la constatazione che tali cellule esprimono a bassi livelli gli antigeni del sistema HLA I e non esprimono quelli del HLA II (ed annesse molecole costimolatorie) (1). Questo assetto causa una maggior tollerabilità delle staminali cordonali in trapianti allogenici rispetto all’utilizzo di altre fonti cellulari, come ad esempio midollo osseo. La minimizzazione delle conseguenze post trapianto (rigetto e malattia del trapianto contro l’ospite, GVHD) è ulteriormente agevolata dalla presenza di cellule T regolatorie presenti nel sangue del cordone ombelicale in grado di modulare la risposta immunitaria verso alloantigeni (2; 3).   Read More...

Uno dei pochi fattori che limitano l’uso delle cellule staminali in applicazioni terapeutiche, è la dose cellulare “disponibile” in una singola unità (1). Poiché è stato dimostrato che l’esito di un trapianto è strettamente correlato alla quantità di cellule staminali somministrate (2), sono stati sviluppati diversi protocolli al fine di aumentare ex vivo il numero di cellule trapiantabili. In uno studio sperimentale compiuto nel 2007, è stata indotta espansione in una popolazione di cellule ematopoietiche del cordone ombelicale, coltivando queste cellule in un sistema liquido di coltura contenente interleuchina 3, fattore delle cellule staminali (SCF) e fattore stimolante la crescita delle colonie di granulociti e macrofagi (3).  Dopo 12 giorni di coltura, la frazioni di cellule CD34+ e mononucleate erano aumentate in media, di 21.4 e 21 volte, con una vitalità media delle cellule nucleate pari al 87.9% (3). In un recente studio, cellule CD34+  derivanti da staminali cordonali precedentemente crioconservate, sono state coltivate in un medium serum free in presenza di SCF, fattore stimolante la crescita delle colonie di granulociti, fms-simile tirosin chinasi 3 ligando e fattore di crescita e sviluppo dei megacariociti (4). A seguito della coltura, è stato rilevato sia un aumento di circa 350 volte di cellule CD34+, sia un incremento di circa 130 volte di cellule formanti colonie (4).    Read More...

Numerose risultanze pre-cliniche e cliniche evidenziano il possibile impiego delle cellule staminali cordonali nell’ambito della medicina rigenerativa. Approcci sperimentali recentemente sviluppati hanno mostrato promettenti risultati legati alle capacità rigenerative delle cellule staminali da cordone ombelicale quando impiegate, in modelli animali, nel trattamento di patologie di natura:

- Neurologica: la somministrazione in topo, affetto da SLA artificialmente indotta, di cellule neuronali derivanti da cellule staminali del cordone ombelicale ha ritardato la progressione della malattia ed aumentato la durata della vita (1) degli animali trattati. Inoltre, quando trapiantate in topi pre-sintomatici, le cellule staminali cordonali hanno mostrato un effetto neuroprotettivo verso i motoneuroni,  inibendo interleuchine pro-infiammatorie (2).

- Oncologica: le cellule staminali del cordone ombelicale possono essere indotte a differenziare in cellule con caratterisitche tipiche delle cellule epatiche (3). Cellule simil-epatiche derivanti da staminali cordonali, quando trapiantate nel fegato danneggiato di topo immunodeficiente, hanno mostrato la capacità di integrarsi nel parenchima epatico e di mantenere l’espressione di marker epatici anche dopo 6 settimane dall’innesto (3).   Read More...

La probabilità di utilizzare la proprie cellule staminali da cordone ombelicale (CB-SCs) è pari ad 1:200 (0.25%) (1). Questo valore indica la probabilità, entro i 70 anni di età, di necessitare di un trapianto autologo CB-SCs. Tale risultato evidenzia che con il procedere degli anni la necessità di un trapianto autologo di CB-SCs aumenta. La medesima probabilità infatti a 20 anni è stimata in 0.04% e a 40 anni 0.10% (1).

Bibliografia

1. Nietfeld JJ, Pasquini MC, Logan BR, Verter F, Horowitz MM: On the probability of using cord blood. Biol Blood Marrow Transplant 14:724-725, 2008   Read More...

Le principali controindicazioni che spesso vengono evidenziate in relazione all’uso delle cellule staminali cordonali sono relative alla loro criopreservazione ed alla possibile trasmissione da parte delle stesse di potenziali anomalie leucemiche o difetti genetici. Per quanto concerne la criopreservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale, sino al 2003 si riteneva fosse possibile crioconservare tali cellule fino a 15 anni senza alterarne la vitalità (1). Un recente studio condotto da Broxmeyer et al, dimostra che è possibile criopreservare le cellule staminali cordonali per almeno 24 anni senza alterarne ne la vitalità ne la capacità proliferativa. In aggiunta, in un test sperimentale, cellule staminali cordonali umane conservate per oltre 20 anni hanno dimostrato la capacità di ripopolare il midollo osseo quando trapiantate in un modello murino e, di estrema importanza, le stesse cellule, raccolte dopo sei mesi dal trapianto, sono state in grado di ripopolare il midollo di un secondo animale (2). In merito alla possibile trasmissione di precursori leucemici, è chiaro che nel caso in cui un bambino sviluppi una forma leucemica, l’uso autologo delle cellule staminali da cordone ombelicale come mezzo terapeutico per la cura della forma leucemica non è possibile, cosi come non e’ possibile nemmeno l’uso di qualsiasi altro auto trapianto (es: midollo) in quanto qualsiasi staminale conterra’ verosimilmente progenitori leucemici. In relazione alla possibilità di trasmissione di difetti genetici, qual’ora il paziente risultasse ad esempio essere portatore di anomalie geniche relative al quadro ematologico   Read More...

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